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Un pezzo di solaio caduto a luglio, la chiusura d’agosto, tre imprese al lavoro su 11mila metri quadrati di soffitti e una spesa di 3,3 milioni di euro. Dal 26 ottobre l’ospedale di Battipaglia è di nuovo aperto, ma solo in parte. Ecco cosa dicono gli atti dell’Asl Salerno e cosa manca per tornare alla normalità.

In breve

  • Cosa succede: il Santa Maria della Speranza ha riaperto il 26 ottobre con Pronto soccorso, diagnostica e una prima serie di reparti. Ostetricia e Ginecologia, Pediatria e Neonatologia restano chiuse.
  • Perché conta: è l’ospedale di riferimento della Piana del Sele. Per quasi tre mesi i ricoveri sono stati trasferiti a Eboli, Roccadaspide e negli altri presidi dell’Asl.
  • Cosa succede adesso: secondo il cronoprogramma presentato dall’Asl, i lavori nell’ala est devono finire entro il 20 novembre e il materno-infantile dovrebbe tornare tra la seconda metà e la fine di novembre.

Come siamo arrivati qui

Tutto parte da un cedimento in corsia. Secondo la delibera dell’Asl Salerno n. 1767 del 9 ottobre 2026, il 9 luglio al quarto piano, nel reparto di Medicina generale, si staccano parti dell’intradosso del solaio, cioè della superficie inferiore, e del controsoffitto: circa 9 metri quadrati nel corridoio lato ovest, vicino alla scala antincendio esterna. Il consulente incaricato dall’Asl scrive che sono crollate solo le «pignatte» di alleggerimento, i blocchi di laterizio inseriti nel solaio, e non le parti portanti. Avverte però che il distacco può ripetersi in altri punti, anche senza segnali premonitori.

  • 9 luglio 2026 – Cedimento al quarto piano. I Vigili del fuoco del Comando provinciale di Salerno intervengono e firmano un verbale di diffida: niente attività nell’area finché non sarà di nuovo sicura.
  • 10 luglio – Una nota dei Vigili del fuoco chiede al sindaco e alla Direzione sanitaria del presidio di adottare i provvedimenti di loro competenza. L’Asl avvia la procedura di somma urgenza (art. 140 del Codice dei contratti).
  • 12 luglio – Prima relazione tecnica dell’ing. Pasquale Aniello Crocamo, poi nominato direttore dei lavori.
  • 1° agosto – Durante il controllo degli altri piani compaiono lesioni sulle pareti divisorie di Ostetricia, al terzo piano.
  • 2 agosto – L’Unità di crisi decide di liberare progressivamente la struttura dalle attività sanitarie, per poter indagare sulle strutture portanti. I pazienti vengono trasferiti negli ospedali vicini. Restano attivi il Pronto soccorso, la Radiologia, il Laboratorio analisi e il blocco operatorio del secondo piano.
  • Agosto – Un secondo verbale di somma urgenza estende i lavori ai solai di tutti i piani, dal seminterrato al sesto. Il 15 agosto la responsabile del procedimento trasmette la perizia giustificativa della spesa.
  • Settembre-ottobre – Le date annunciate per la riapertura slittano più volte.
  • 9 ottobre – Con la delibera n. 1767 l’Asl prende atto della chiusura e approva la spesa dei lavori.
  • 26 ottobre – Prima fase della riapertura: tornano i ricoveri, per ora solo urgenti, in alcuni reparti.

Che lavori sono stati fatti

Per accorciare i tempi l’Asl ha diviso l’edificio per piani e lo ha affidato a tre imprese. Impregibo ha lavorato al primo, al secondo e al quarto piano, Tecnobuilding al terzo e al quinto, Terralavoro Costruzioni al seminterrato, al piano rialzato e al sesto. Prima sono stati smontati i controsoffitti. Poi sono stati rimossi i fondelli instabili delle pignatte, eliminato il calcestruzzo deteriorato, trattati i ferri arrugginiti e ripristinate le superfici.

In alcune zone le armature erano ossidate e corrose. Per questo la direzione dei lavori ha chiesto altre verifiche, con prove di carico e prove di laboratorio, e ha installato sui pilastri fessurimetri elettronici per seguire in tempo reale l’evoluzione delle crepe. Le sale operatorie hanno richiesto più tempo: lì sono stati smontati e rimontati anche i controsoffitti e i condotti dell’aria.

I numeri

  • 11.000 mq: la superficie da controllare ed eventualmente mettere in sicurezza. Non tutta è stata lavorata allo stesso modo (delibera Asl 1767/2026).
  • 3.329.127,89 euro: il costo stimato dei lavori di somma urgenza, di cui 2.413.432,08 euro di lavori e 915.695,81 euro di somme a disposizione. Per ora la spesa pesa sul bilancio dell’Asl. L’azienda ha chiesto alla Regione un finanziamento straordinario (delibera 1767/2026).
  • 273.534,94 euro: l’importo a base di gara del primo lotto di lavori nei locali seminterrati, necessario per riattivare la Medicina nucleare (delibere 1753 e 1813/2026).
  • 30,8 milioni di euro: il valore della concessione in partenariato pubblico-privato per gestire la Medicina nucleare. La spesa massima per l’Asl è di 32,77 milioni. Alla gara si è presentato un solo concorrente, il raggruppamento Medipass–Morviducci, con un ribasso dello 0,10% (delibera 1131/2026).
  • 23,5 milioni di euro dal Piano nazionale complementare al PNRR per il primo corpo del nuovo ospedale, accanto a quello attuale. Altri 96,98 milioni sono previsti per i corpi B, C e D con i fondi dell’art. 20 della legge 67/1988 (delibera 1764/2026).

I documenti

E il nuovo ospedale?

È un progetto separato, che va avanti in parallelo. La progettazione del primo corpo è stata affidata al raggruppamento guidato da Manens Spa. Il percorso si è fermato per alcuni mesi dopo il ricorso del Comune di Eboli: con la sentenza n. 2149 del 13 novembre 2024 il Tar di Salerno ha annullato gli atti sul finanziamento. La Regione ha poi corretto la scheda dell’intervento, portando i posti letto previsti da 304 a 152, e l’Asl ha riadottato gli atti a marzo 2025. Il progetto di fattibilità è stato verificato da Bureau Veritas il 30 luglio 2026 e approvato il 9 ottobre. Il 10 agosto i progettisti hanno consegnato il progetto esecutivo del primo corpo (delibera 1764/2026).

Le posizioni

Asl Salerno. Negli atti l’azienda descrive la chiusura come una misura d’urgenza, conseguenza diretta della diffida dei Vigili del fuoco. Sostiene di aver dato ai lavori «il massimo impulso» per riaprire presto e garantire i livelli essenziali di assistenza. Ricorda inoltre che il crollo di luglio non ha toccato le parti portanti del solaio.

Sindacati. Dopo lo sgombero di agosto il Nursind Salerno ha chiesto verifiche immediate sulla sicurezza dell’edificio. Cisl e Fp Cisl Salerno hanno chiesto responsabilità, investimenti e garanzie per cittadini e lavoratori. La Fials ha chiesto un confronto con l’Asl e la Uil Fpl tutele su ferie, sedi di lavoro e trasferte del personale spostato. Alla riapertura la Fp Cgil ha chiesto garanzie sulla sicurezza definitiva della struttura e più personale.

Comune di Battipaglia. Il Comune è guidato dal commissario prefettizio Castrese De Rosa, presente alla ripartenza del 26 ottobre insieme ai vertici dell’Asl e ad alcuni consiglieri regionali. Sul sito del Comune non risultano prese di posizione formali sul cronoprogramma.

Comune di Eboli. Ha contestato davanti al Tar il finanziamento del primo corpo del nuovo ospedale di Battipaglia e ha ottenuto l’annullamento degli atti nel 2024. Asl e Regione hanno poi rifatto il percorso.

Cosa succede adesso

  • Entro il 20 novembre: fine dei lavori e della sanificazione nell’ala est, secondo il cronoprogramma presentato dall’Asl.
  • Seconda metà-fine novembre: riapertura prevista di Ostetricia e Ginecologia, Pediatria e Neonatologia.
  • A fine lavori: certificato di regolare esecuzione e comunicazione a Direzione sanitaria, Vigili del fuoco e Regione per la riattivazione formale dei locali e la revoca della chiusura (delibera 1767/2026).
  • Medicina nucleare: gara aperta per i lavori nei seminterrati, primo passo per far ripartire il servizio.
  • Nuovo ospedale: il progetto esecutivo del primo corpo deve completare l’iter prima della gara per i lavori.

Aggiornamenti

Prima pubblicazione: 31 ottobre 2026.

Aggiornato al 31 ottobre 2026.

Fonti: Asl Salerno, delibera n. 1767 (9 ottobre 2026), Asl Salerno, delibera n. 1764 (9 ottobre 2026), Asl Salerno, delibera n. 1813 (20 ottobre 2026), Asl Salerno, delibera n. 1131 (24 giugno 2026), Albo pretorio Asl Salerno (consultato il 31 ottobre 2026)

Foto (repertorio, ospedale di Rovigo): Threecharlie, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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