L’oro bianco · la rubrica sulla mozzarella di bufala
Altragricoltura e CNA Campania Nord presentano uno studio sui costi delle stalle e indicano un prezzo obiettivo di 1,65 euro al chilo, contro gli 1,56 rilevati da Ismea a settembre. E chiedono alla Regione un tavolo sulla crisi del latte bufalino.
Prima della mozzarella c’è il latte, e il suo prezzo torna in discussione. Il 24 ottobre la Consulta bufalina di Altragricoltura e la CNA Campania Nord hanno messo sul tavolo una proposta di accordo di filiera costruita sui numeri: un’analisi dei costi di produzione affidata all’Associazione di Tutela Bufala e al centro studi PerlaTerra.
Dal 2023 a oggi: quasi il 18% in meno
Secondo il documento, nel 2023 il latte di bufala veniva pagato intorno a 1,80-1,90 euro al chilo. Dopo la discesa del 2024, il prezzo si è fermato tra 1,50 e 1,60 euro e a settembre la rilevazione Ismea lo colloca attorno a 1,56 euro: quasi il 18% in meno rispetto a tre anni fa. Intanto energia e fertilizzanti sono tornati a salire.
La provincia di Salerno si muove un po’ sopra la media: secondo i dati dell’osservatorio Ismea Mercati riportati da Ruminantia, ad agosto il latte bufalino valeva qui 166,50 euro ogni 100 litri, contro una media nazionale di 156,33.
Quanto costa produrre un chilo di latte
Lo studio prende come riferimento un allevamento di 300 capi, con 120 bufale in lattazione e circa 291.600 chili di latte all’anno. Il costo medio stimato è di circa 1,41 euro al chilo. Ma non è un prezzo giusto, avvertono gli autori: restano fuori imprevisti, rinnovo delle attrezzature, mandria e remunerazione di capitale e lavoro.
Tre soglie e un premio per la programmazione
Da qui le tre soglie indicate dalle organizzazioni, tutte Iva esclusa: 1,60 euro come livello sotto il quale l’attività non regge; 1,65-1,70 per coprire i costi minimi e parte degli imprevisti; 1,75 per poter anche investire. Il prezzo obiettivo proposto per l’accordo di fornitura è 1,65 euro.
A questo si aggiungerebbe un premio di destagionalizzazione tra 0,10 e 0,15 euro al chilo per chi consegna secondo un calendario concordato nei mesi di maggiore richiesta: per l’allevamento tipo, tra circa 19mila e 28mila euro in più all’anno.
Cosa chiedono
Al posto della trattativa tra singolo allevatore e acquirente, le organizzazioni propongono una contrattazione interprofessionale con caseifici artigianali e industriali e istituzioni. Chiedono più peso per allevatori e piccoli caseifici nel Consorzio di tutela, controlli e tracciabilità pienamente applicati, una revisione delle stime Ismea e un tavolo di lavoro alla Regione Campania con priorità al latte di bufala.
Il tema era già arrivato il 12 ottobre in Prefettura a Caserta, in un vertice chiesto da Coldiretti per un contratto di filiera condiviso. E mercoledì 28 i trattori di Altragricoltura sono partiti da Battipaglia verso la Prefettura di Salerno chiedendo, tra l’altro, un prezzo minimo garantito all’origine. Al momento non risultano risposte pubbliche del Consorzio o dei trasformatori alla proposta.
Fonti: Altragricoltura e CNA Campania Nord (24 ottobre 2026), TeleradioNews (25 ottobre 2026), Ruminantia su dati Ismea Mercati (16 settembre 2026), Caserta Web (10 ottobre 2026), InfoCilento (28 ottobre 2026).
Foto: Marco d’Itri, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons
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