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L’oro bianco · la rubrica sulla mozzarella di bufala

Dal World Buffalo Congress di Sorrento il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo: energia più cara per la crisi internazionale, ma finora nessun ritocco ai prezzi di vendita. L’export tiene, la logistica resta il punto debole.

I costi salgono, il prezzo al banco no. È il messaggio arrivato mercoledì 28 ottobre dall’apertura del World Buffalo Congress 2026, all’Hilton Sorrento Palace, dove fino a venerdì si confrontano ricercatori, veterinari, allevatori e produttori di 20 Paesi.

A margine dei lavori Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP, ha spiegato, come riporta Ansa, che le spese di produzione continuano a crescere, a partire dall’energia, e ha legato i rincari alla situazione geopolitica. Ma la filiera ha scelto di assorbirli: «finora non abbiamo toccato i prezzi di vendita della mozzarella», ha detto, confidando in un miglioramento del quadro.

Sei mesi fa l’allarme

Una scelta che pesa di più se si guarda indietro. Il 10 aprile, dopo il consiglio di amministrazione, il Consorzio aveva lanciato l’allarme sui costi legati alla crisi in Iran e nel Golfo: un picco del gas vicino al +70%, rincari su logistica e imballaggi, timori per i voli cargo verso gli Stati Uniti. In quell’occasione il direttore Pier Maria Saccani aveva messo in conto un possibile rialzo dei listini nelle settimane successive. A fine ottobre, secondo il presidente, quel ritocco non c’è stato.

Gli stessi dati del Consorzio danno la misura della posta in gioco: nel 2025 la produzione di Mozzarella di Bufala Campana DOP è cresciuta del 3,35%, arrivando a 57.584 tonnellate, e circa il 35% prende la strada dell’estero.

Export richiesto, ma il fresco viaggia male

Sulle prospettive Raimondo si dice ottimista: la mozzarella è chiesta in tutto il mondo. Il limite resta la logistica, che per un prodotto fresco può rendere difficile arrivare ovunque. Un problema che la filiera ha toccato con mano appena una settimana fa, con i caseifici fermi per il blocco dei tir.

Dall’altra parte della filiera

Il prezzo fermo della mozzarella non chiude la partita dei costi. A monte, gli allevatori rappresentati da Altragricoltura e CNA Campania Nord chiedono di portare il latte bufalino a 1,65 euro al chilo, contro gli 1,56 rilevati da Ismea a settembre: in mezzo ci sono i caseifici, stretti tra stalle e scaffali.

Il congresso, organizzato da Università Federico II, Consorzio e Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, chiude venerdì 30 ottobre con una giornata dedicata proprio all’economia della filiera e al valore che la DOP genera sui mercati. Qui il programma.

Fonti: Ansa (28 ottobre 2026), Juorno (28 ottobre 2026), Giornale del Cilento (29 ottobre 2026), comunicato del Consorzio di tutela (10 aprile 2026), Altragricoltura e CNA Campania Nord (24 ottobre 2026).

Foto: Popo le Chien, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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