Lukas Heitzmann, 19 anni, racconta la sua incredibile storia al liceo Scientifico E. Medi di Battipaglia. Una traversata in solitaria nell’oceano Atlantico, ripresa dalle telecamere della Bbc, durata 59 giorni e cominciata dalle Isole Canarie (San Sebastian de La Gomera) fino ad Antigua (Nelson’s Dockyard English Harbour).

Essere giovane e non essere rivoluzionario è una contraddizione biologica” diceva Salvador Allende. È vero. Perché percorrere 3000 miglia in una barca a remi senza motore, rimanere solo nell’oceano Atlantico senza assistenza per 59 giorni, remare per 16 ore al giorno, è qualcosa che si avvicina molto a un atto rivoluzionario.

Capelli biondi e ricci, fisico scolpito, occhi glaciali. A vederlo, Lukas Heitzmann, sembra uscito da un film, sembra uno di quei ragazzi che non ha nulla da chiedere alla vita. Eppure, dal palco dell’auditorium del liceo Scientifico di Battipaglia, con voce tremante e palesemente emozionato, si presenta facendo notare a tutti la sua influenza francofona nel linguaggio.

E ci racconta che la sua vita è stata tutt’altro che facile. Perché Lukas ha sofferto di dislessia, riscontrando da ragazzino una forte difficoltà a leggere e scrivere. Ed è da qui che comincia tutto. La passione per lo sport, il desiderio delle sfide impossibili e l’amore per il mare. Lukas, originario di Olevano sul Tusciano, madre italiana e padre austriaco, attualmente vive a Windsor in Inghilterra e il 12 dicembre scorso ha deciso di partire dalle Isole Canarie (San Sebastian de La Gomera) fino ad Antigua (Nelson’s Dockyard English Harbour) in barca.

“The wild oarsman” è il suo soprannome che, tradotto, vuol dire “il rematore selvaggio”. E, in effetti, percorrere 5.000 chilometri in una barca senza motore è qualcosa di molto selvaggio. Ma come ci si prepara a un’impresa del genere? «Ci sono due fasi: la prima – spiega Lukas – riguarda l’allenamento fisico, la seconda quello mentale». 20 ore di allenamento settimanale in palestra e 120 ore di allenamento in acqua hanno consentito a Lukas di aumentare la sua massa corporea di circa 12 chili.

Percorrere 3.000 miglia remando richiede tante energie, fisiche e mentali. «Avevo con me 300 kg di cibo. In totale, la barca pesava oltre 700 kg. Ho assunto più di mezzo milione di calorie (tra le 5mila e le 8mila al giorno) e ho remato mediamente 16 ore al giorno» dice Lukas davanti agli occhi increduli degli studenti del Medi.

A vederlo oggi, Lukas da tutta l’impressione di essere orgoglioso per l’impresa che ha compiuto. Ma durante quei due mesi non sono mancati i momenti difficili: «Quando sei in mezzo all’Oceano può succedere di tutto. Mi è capitato di perdere un remo, un altro si è rotto. Dopo un mese ero senza musica sul cellulare. Mi sono rotto un dito con il coltello a causa di un’onda che ha dato una botta forte alla barca. Avevo le mani logorate e pieni di calli per le remate».

Il viaggio, monitorato dalla Bbc e da un collegamento satellitare, raccontato attraverso i canali social (The Wild Oarsman su Instagram), è durato per l’esattezza 59 giorni, 8 ore e 22 minuti (iniziato il 12 dicembre 2018 e terminato il 9 febbraio 2019). Ed è costato 100mila sterline (circa 115mila euro). Un’impresa che non sarebbe stata possibile senza gli sponsor, anche se Lukas svela un segreto: «Il mio sponsor più grande? Mia madre. Mi ha supportato dall’inizio alla fine. Ho messo tanto lavoro in questa avventura, e ho imparato a non mollare nonostante i momenti difficili». Infine, Lukas parla anche dell’unico amico che lo ha accompagnato per tutti i due mesi: «Si chiama Alfred ed è un uccellino che mi ha seguito dall’inizio alla fine».