«Battipaglia, elevata in comune, inizierà la sua nuova vita, e, sotto l’Egida del Littorio, contribuirà, con quella tenacia che è caratteristica dei rurali, alla costruzione dell’edificio al cui vertice è la redenzione economica della Patria».

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Sono le righe conclusive della relazione “Per la elevazione di Battipaglia a Comune”, a firma di Alfonso Menna, il “padre” della nostra città. Trenta pagine in cui sono custodite le motivazioni dell’autonomia amministrativa della frazione di Battipaglia in relazione agli sviluppi della bonifica della Piana. Motivazioni che hanno portato alla fondazione del Comune che oggi, grazie anche all’impegno di Menna, si appresta a celebrare il compimento del suo 90esimo anno di vita.

Alfonso Menna nacque a Domicella, nell’Avellinese, il 22 gennaio 1890 e morì a Salerno l’11 aprile 1998 all’età di 108 anni. Dapprima segretario comunale, poi politico e alto funzionario della Pubblica Amministrazione, a lui si deve la fondazione della città di Battipaglia, che guidò come Commissario per l’Amministrazione provvisoria dalla costituzione del Comune, nel 1929, fino al 1931, quando gli successe Mario D’Elia.

Durante l’alluvione del 1954 si guadagnò simpatie trasversali per ceto sociale e parte politica con il suo energico contributo nel soccorrere la popolazione, che gli valse la decorazione di Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana (1958). Nel 1956 fu eletto “a sorpresa” sindaco di Salerno (Democrazia cristiana), nonostante un serio problema di salute lo avessero tenuto lontano dalla città e dalla campagna elettorale.

Restò primo cittadino fino al 1970 e a lui è legata una fase di splendore per Salerno, grazie a opere importanti come il recupero del Castello Arechi e il rimboschimento delle colline per prevenire nuove frane e alluvioni. Con Menna sindaco, Salerno fu soprannominata la “Torino del Sud”, perché offriva lavoro ai disoccupati delle zone limitrofe.

Nel 1968 fu anche insignito della Medaglia d’oro al merito civile in quanto «poneva le sue eccezionali capacità di amministratore e di organizzatore al servizio della collettività, promuovendo e potenziando, con feconda continuità, ogni iniziativa volta al processo di rinnovamento del Mezzogiorno ed allo sviluppo sociale ed economico della città di Salerno.»

Ma per noi battipagliesi resta prima di tutto il “fondatore” della città, colui che seppe dare dignità alle istanze di autonomia della popolazione battipagliese, nonché il suo primo vero “Sindaco”. Una figura che, rileggendo la relazione redatta ormai 90 anni fa, ci lascia ancora moniti fortemente attuali.

«Alla bonifica fisica dovrà seguire quella delle menti […] a dare premurosa azione per quello affiatamento che è indispensabile fra gli artefici della stessa nobilissima arte, fra i fratelli della stessa categoria, e che assicura consentimento di animi e collaborazione nelle opere di bene.»