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Il personale dell’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia è in stato di agitazione. A dare l’annuncio è il sindacato Fials che già nei giorni scorsi aveva sollecitato la direzione a provvedere alle carenze di personale nei reparti di Ortopedia e Medicina.

Ospedale di Battipaglia. Infermieri e operatori socio sanitari in stato di agitazione. «Il personale è carente» era l’allarme lanciato dai sindacati della Fials per quanto riguarda i reparti di Ortopedia e Medicina. Turni non più sostenibili per i dipendenti, e un carico di lavoro esagerato con alcune mansioni spesso assegnate a chi non ne aveva l’onere. A nulla sono valsi i numerosi avvertimenti della Fials. Nessuna risposta. E allora i sindacati sono passati ai fatti annunciando lo stato di agitazione. In particolare, sembrerebbe che da febbraio nelle ore serali, in particolare dalle 18 alle 21, e nel fine settimana i reparti siano rimasti scoperti costringendo gli operatori sanitari ai salti mortali.

ALLARME LANCIATO A FEBBRAIO

«Diverse sono le attività così svolte dagli infermieri, attività ovviamente che non competono al loro profilo – scrivevano già a febbraio Carlo Lopopolo, Salvatore Di Candia e Antonio Iannotta, rispettivamente dirigente provinciale, segretario e dirigente di presidio Fials – che vanno dal trasporto di provette al laboratorio analisi, al trasporto di pazienti da e verso l’unità operativa, fino al ritiro di emocomponenti presso il centro trasfusionale, sguarnendo così il reparto d’appartenenza. In quest’ultimo caso, l’infermiere in servizio, per recarsi presso il centro trasfusionale, deve necessariamente uscire dal proprio edificio e raggiungere un’altra palazzina. Riteniamo assurdo che gli ascensori del Presidio non permettano il trasporto dei pazienti con i letti, questo perché troppo stretti; pertanto qualsiasi tipo di trasporto, ad esempio un trasporto presso la rianimazione dopo aver eseguito manovre rianimatorie in reparto, può avvenire solo ed esclusivamente tramite il posizionamento del paziente in barella, con tutti i rischi annessi. Ulteriore problematica riguarda la presenza di fili elettrici scoperti nelle camere di degenza» si legge in un articolo comparso ieri su La Città di Salerno.