Il direttore tecnico dell’Asis boccia l’impianto di depurazione. Secondo Giuseppe Giannella, ingegnere dell’azienda idrica, “L’impianto non può trattare 200 litri al secondo”. La soluzione potrebbe essere a Coda di Volpe ma non prima del 2021.

“Un progetto fuori portata” così lo ha definito Giuseppe Giannella, direttore tecnico dell’Asis. Il depuratore di Tavernola avrebbe dovuto quintuplicare la sua capacità dopo il maxi investimento da 3 milioni di euro. A seguito dei primi campionamenti effettuati dall’Arpac è emerso che mezza fascia costiera salernitana non è balneabile. E tra le cause d’inquinamento, si legge su La Città di Salerno, ci sarebbe proprio il depuratore di Tavernola che avrebbe dovuto soluzionare la problematica.

In verità, pare che l’impianto non riesca a trattare il 60% dei reflui che arrivano e che vengono sversati nel Tusciano. A confermarlo è proprio il direttore Giannella: “La gestione dell’impianto non ci è ancora stata restituita perché abbiamo chiesto di prenderlo in carico soltanto quando il depuratore sarà in grado di trattare realmente tutti i reflui previsti dal decreto autorizzato”. Una cosa è certa: il depuratore di Tavernola non potrà mai essere autorizzato a trattare 200 litri al secondo. L’Asis si occuperà di nuovo del depuratore quando riprenderà a funzionare a pieno ritmo e la soluzione, stando alle parole di Giannella, potrebbe essere a Coda di Volpe. L’impianto ebolitano ha di recente ottenuto un finanziamento da 9 milioni di euro ed entro il 2021 l’opera dovrebbe essere completata. Solo allora potremo sperare di avere un mare balneabile.