L’allarme lanciato dal rappresentante dell’imprenditoria: «Fate intervenire Jindal»

Il cancello dello stabilimento col presidio delle maestranze

Filo diretto con Nuova Delhi. Andrea Prete, numero uno di Confindustria, lancia un appello all’ambasciatrice indiana, invocando l’intervento del signor Jindal. E intanto, al Centro sociale, i lavoratori del Salernitano si stringono attorno ai dipendenti della Treofan e preparano la grande giornata di protesta.

Sulla scrivania di Reenat Sandhu, ambasciatrice dell’India in Italia, c’è una lettera a firma degli industriali salernitani. L’ha scritta Prete, presidente di Confindustria: «Ritengo opportuno» scrive il rappresentante degli imprenditori «richiamare la sua attenzione sulla vicenda, auspicando un suo autorevole intervento con i vertici del Gruppo Jindal affinché acquisiscano tutti gli elementi utili per poter assumere la più adeguata valutazione, con senso di responsabilità ed etica d’impresa».

Un appello accorato alla famiglia Jindal, titolare del colosso che ad ottobre, spendendo 500mila euro e accollandosi dei mutui, ha rilevato dalle mani di Carlo De Benedetti, patron della Management & Capitali, il ramo europeo di Treofan Group, la multinazionale che produceva film in polipropilene negli stabilimenti di Neunkirchen, in Germania, e di Terni e Battipaglia. Fino al fulmine a ciel sereno.

Il Ministro Di Maio in visita allo stabilimento il giorno di Santo Stefano

Rapporti a rischio

«Fino al mese scorso» scrive Prete «l’azienda ha sempre rappresentato un sito di eccellenza, ma poi, all’improvviso, e in assenza di alcuna giustificazione, ha visto l’interruzione delle attività, con il contemporaneo svuotamento del magazzino delle materie prime e lo spostamento degli ordini verso altri siti produttivi».

C’è il timore che «le forti tensioni e mobilitazioni sul territorio, non solo in Provincia di Salerno, possano influire negativamente sulle buone relazioni economiche tra Italia e India», si legge nella missiva indirizzata alla Sandhu. Così i lavoratori e gli industriali si ritrovano sullo stesso fronte.

Lavoratori solidali

E martedì pomeriggio, nel Centro sociale di via Guicciardini, i 78 dipendenti della Treofan hanno incassato pure la solidarietà dei lavoratori delle industrie salernitane. A Battipaglia si sono ritrovate al gran completo le rsu delle più importanti fabbriche della provincia.

Al tavolo c’erano Antonio Apadula, Gerardo Giliberti e Alessandro Antoniello, referenti provinciali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. Fervono i preparativi per la grande manifestazione di sabato mattina: l’appuntamento è per le nove e trenta a piazza Madonnina.

È prevista la presenza dei segretari nazionali di categoria, che saliranno sul palco per un comizio. Ci sarà pure il numero uno della Ugl, come annunciato ieri mattina, attraverso una lettera, da Rosario Di Bartolomeo. E parlerà anche la sindaca, Cecilia Francese, che ieri, a via Guicciardini, era rappresentata dal consigliere comunale Giuseppe Salvatore.

Quella di sabato mattina sarà soltanto una tappa della lotta solidale: davanti al Mise, il 24 gennaio, i dipendenti della Treofan si presenteranno scortati dalle rsu di tutte le aziende salernitane, che hanno accolto la proposta di Alberto Padula e Antonio Glielmi, rappresentanti dei lavoratori della fabbrica battipagliese.

Soccorso rosso

Ieri pomeriggio, al coordinamento delle rsu, non c’erano i più importanti partiti politici. «All’assemblea di oggi, ci colpisce l’assenza dei parlamentari locali del Movimento 5 Stelle e delle altre forze di Governo», ha detto Leo Canale di Potere al Popolo, invocando i ministri a «dimostrare da che parte stanno». C’era anche Rocco Simone del Pci, che ha diramato un manifesto: «Di Maio faccia come con la Banca Carige, e nazionalizzi anche la Treofan».