Un musicista battipagliese e la sua compagna sono stati vittime di un’aggressione a Cava de’ Tirreni, nel quartiere “Rotolo”, da parte di una ronda intenta a vigilare la zona.

Metti una serata a Cava de’ Tirreni. Si va per suonare con gli amici di sempre. Capita, però, di imboccare una strada sbagliata e di chiedere informazioni a dei passanti. Capita pure, anche se non dovrebbe, di ritrovarsi davanti una ronda di quartiere. Dalla domanda ai pugni e calci nel finestrino della macchina è davvero un attimo. È la cronaca della vigliacca aggressione subita da un musicista battipagliese e dalla sua compagna.

Viviamo tempi bui, e questi episodi sono la perfetta testimonianza. Nel 2019 c’è ancora chi sente il bisogno di coltivare istinti primordiali come la difesa del territorio, c’è ancora chi pensa di vigilare il quartiere privatamente. Gesti di inciviltà che sono lo specchio della politica promossa in questi anni: quella della giustizia fai da te, dell’odio verso il diverso, della paura per lo straniero. Sentimenti così antichi e privi di logica che lasciano davvero il tempo che trovano.

La fine di una bella serata con qualcosa di brutto da raccontare purtroppo…Buon ascolto Ogni bene

Pubblicato da Vico Masuccio su Domenica 30 giugno 2019

L’aggressione ai danni della coppia ci dimostra, ancora una volta, che non c’è bisogno di vivere a migliaia di chilometri di distanza, di avere la pelle nera o gialla, di parlare un’altra lingua o credere in un altro dio, a volte si può vivere anche nella stessa provincia, separati da pochi chilometri e un casello autostradale, per provare odio e paura. La ronda del quartiere “Rotolo” è il fallimento di uno Stato che non è stato capace nemmeno di insegnare ai cittadini che a difenderci non dobbiamo essere noi, ma chi è pagato per farlo.

E a leggere le pagine dei quotidiani di provincia, scopriamo che queste ronde vanno avanti da un po’. Servirebbero – si dice – a trovare dei ladri di appartamento. Ronde non autorizzate né dal sindaco né dalla Prefettura, quindi – senza troppi giri di parole – illegali. E le due vittime, alle quali va tutta la nostra solidarietà, non sono i primi – e forse non saranno gli ultimi – ad essere aggrediti: sotto le botte dei vigilanti fai da te ci sono finite anche tre persone sordomute.

Il perpetrarsi delle aggressioni non è bastato ad arginare il fenomeno. Il sindaco Vincenzo Servalli non ha ancora preso posizione sull’accaduto. Ci auguriamo lo faccia presto, e ci auguriamo prenda i dovuti provvedimenti affinché si possa tornare liberamente a girare per le strade cittadine, senza aver paura di chiedere un’informazione.