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Tragico incidente a Ibiza: muore Raffaela Travisano, producer di origini battipagliesi divenuta negli anni la “regina” della dance. Giovedì i funerali a Serroni.

S’è fermata sull’asfalto maledetto delle Isole Baleari la vita di Raffaela Travisano. La “regina della dance”, come fu ribattezzata negli anni ’90, ha perso la vita in un tragico incidente stradale a Ibiza. Un testa coda al chilometro 9 della “Camí Vell de Sant Mateu” che non ha lasciato scampo alla 53enne, finita in un dirupo di 4 metri, lungo un tratto che tanto ricorda la “nostra” Statale 19, la strada killer tra Eboli e Battipaglia: un incidente ogni due giorni, è questa la media dell’ultima settimana sulla via spagnola. È morta sul colpo, Raffaela, senza che se ne accorgesse nessuno. Stando alla versione ufficiale fornita dalla Guardia Civil spagnola, l’equivalente della polizia nostrana, il sinistro sarebbe avvenuto lunedì 15 novembre intorno alle 17. La donna era sola in auto e indossava la cintura. Poi, ad un tratto, l’auto ha sbandato. Forse un colpo di sonno o una distrazione, chissà. Per ritrovare il cadavere, però, c’è voluto l’occhio attento di due runner che passavano di lì e che hanno subito avvisato i sanitari. Che hanno constatato il decesso per trauma cranico e polmoni perforati.

LA VERSIONE RACCONTATA DAI FAMILIARI

incidente ibiza raffaela travisano Eppure, i familiari della manager raccontano che il sabato precedente Raffaela si trovava ad una festa di un’amica deejay. Intorno alle 3 saluta gli amici, sale in auto e si dirige verso casa. Da quel momento in poi nessun contatto con i familiari, nonostante «con Raffaela comunicassimo tutti i giorni» fanno sapere i parenti. Dubbi che, nei prossimi giorni, potranno essere sciolti: la famiglia di Travisano adesso è nelle mani di alcuni avvocati internazionali per accertare la reale dinamica dell’incidente. Le ceneri del corpo, cremato, sono tornate in Italia una settimana dopo. Giovedì mattina, nella chiesa di Serroni, Don Paolo Castaldi ha celebrato i funerali della 53enne che, ormai da anni, era residente in via Spineta insieme a tutta la famiglia: la sorella Monia, il cognato Gerardo Saracco, la mamma Assunta Botta e fino al 30 gennaio pure il papà Vincenzo, prima che il Covid se lo portasse via. La salma, invece, è stata trasportata al cimitero di Laviano, il paese d’origine dei genitori che, negli anni Sessanta, emigrarono a Marburg, in Germania, aprendo un ristorante vicino Francoforte.

LA REGINA DELLA DANCE E LE AMICIZIE CON TESTA, ALBERTINO E GIORGIA

È lì che comincia il percorso internazionale di Raffaela. Che insegue un sogno. O meglio una passione: la musica elettronica. Scopre i talenti prima degli altri Raffaela, e negli anni Novanta collabora con varie case discografiche, tra le quali anche la “Morr Music”, etichetta indipendente attualmente tra le più famose in Germania. Si guadagna la fama di “regina della dance”, stringendo amicizie con Paola Testa e Albertino, volti storici di Radio Deejay, partecipando sul finire degli anni ’90 anche a una festa privata di Giorgia. Pratica la meditazione e gira il mondo: dal Kenya al Messico, passando per Olanda e Germania, lavorando al fianco di superstar come Paul Van Dyk e Blank&Jones, fino ai nostri anni quando fonda la società di produzione e management “Surya Musica”, con sede a Roma, prodigandosi a livello globale per il movimento “rosa” Keychange.

Raffaela Travisano Ibiza IncidentePoi, nel 2018, s’innamora di Ibiza, decidendo che quell’isola dovesse diventare la sede fissa dei suoi continui spostamenti. «Dobbiamo trasferirci tutti qui perché si sta bene» ripeteva continuamente ai suoi familiari, mentre era a lavoro per un grande progetto che aveva raccontato lo scorso 5 novembre a Radio Taormina. Poi, destino beffardo, è stata proprio quell’isola a “tradirla”, negandole la possibilità di realizzarli quei sogni. «Era un vulcano inarrestabile, sempre in movimento, glitterata e hippy allo stesso tempo, era minuta ma camminava su tacchi vertiginosi» hanno ricordato gli amici di sempre. «Ancora una volta era in movimento. Un destino crudelmente coerente con la tua missione» scrive Tommaso Toma, direttore dell’edizione italiana di Billboard, la celebre rivista statunitense dedicata alla musica, con la quale Raffaela collaborava. L’ultimo omaggio, a modo suo,