La giovane cantautrice battipagliese Daria Tegolo si racconta

Dall’amore per il pianoforte ad Amici di Maria de Filippi

Tra i giovani talenti più promettenti del territorio battipagliese c’è la diciottenne Daria Tegolo, che lo scorso anno abbiamo ritrovato in tv alla trasmissione televisiva Amici di Maria de Filippi. La cantautrice da allora non ha smesso di scrivere e suonare il pianoforte, sua grande passione, e non vede l’ora di far ascoltare a tutti cosa sta preparando.

– Primi approcci alla musica. Quando è scoccata la scintilla?

È avvenuto in un modo molto naturale, quasi involontario. Mio padre lavorava in un bar, io avevo quattro anni, e vidi un pianoforte gigante, e da allora mi misi a suonare. Adoravo l’atmosfera. Mi piaceva stare seduta lì a premere tanti a casaccio, e anche se suonassi tre note, mi piaceva l’idea di stare comunque creando qualcosa. Ero ossessionata da questo pianoforte, così i miei genitori decisero di iscrivermi a una scuola di musica.

– Quali sono gli artisti che più di tutti sono stati rilevanti nel tuo percorso artistico?

Le mie ninne nanne sono state Francesco De Gregori, Fabrizio De André, Lucio Battisti, Francesco Guccini, Franco Battiato, il grande cantautorato italiano. Io nasco da quello. Soprattutto ho visto nel cantautorato come una terapia, non mi facevano sentire sola, e così ho iniziato a scrivere canzoni. Ha influito su di me tanto che inizialmente mi dicevano fossi la brutta copia di De André.

Daria Tegolo– Disco della vita?

Storia di un impiegato di Fabrizio De André.

– Arriviamo a una importante partentesi della tua carriera: Amici di Maria de Filippi. Esperienza che non si è concretizzata con l’ingresso nel cast, ma che immagino sia stata molto formativa?

Tantissimo. Una diciassettenne che non ha mai fatto nulla di grande e che si ritrova per due mesi in uno studio a registrare. Alla fine è come se facessi parte del programma. Seguivo le lezioni, stavo con i professori. Ricordo con piacere i tre step superati, non ci speravo assolutamente. Tutti i giorni preparavo la valigia e me la portavo dietro, pronta per andare via.

– Musica in tv: esiste o non esiste?

Non penso che non esista. C’è gente uscita dai talent che vale, è innegabile, però allo stesso tempo è vero anche che il talent non guarda alla musica come guarda al personaggio, ma è giusto così, è pur sempre televisione. Probabilmente, io che faccio musica, non guarderei mai un programma televisivo musicale se all’interno non ci fossero personalità forti.

– Ad agosto è uscito un brano in collaborazione con i LowVibes, Avec moi.

Questo singolo già dal titolo fa capire la strada “francese” che sto seguendo (ride). È nato in un garage con i LowVibes, due miei amici di Firenze che mi avevano detto di avere una base su cui mancava il testo, e così è nata Avec moi.

– Come immagini il tuo primo album?

Ultimamente sono perdutamente innamorata del sound francese. Sto lavorando a qualcosa che unisca la nostalgia di testi cantautorali a un sound molto fresco e pop. Mi piacerebbe che la gente ascoltasse con leggerezza ma allo stesso tempo riflettesse su quello che dico. Nonostante ascolti De André e artisti del genere, quando in radio passa una canzone che “palleggia” mi viene da muovere la testa, e questo è sempre stato un mio desiderio: far muovere la testa alle persone mentre ascoltano una mia canzone.

– Sanremo è tra i tuoi obiettivi?

Non lo escludo.

– L’ambizione più grande di Daria Tegolo?

Io non cerco fama e successo, chiedo solo di vivere di musica perché per me è una terapia, ho bisogno di farla altrimenti mi sentirei chiusa. Senza musica non saprei parlare. Quando sono sul palco o davanti a una telecamera mi trasformo, non mi riconoscono neanche i miei genitori. Non ho vergogne o timori quando canto, cosa che invece accade nel quotidiano. Mi piacerebbe anche diventare una discografica e scoprire i talenti, perché no?