Approvato all’unanimità, dal Consiglio Comunale, il documento proposto dalle associazioni e dai comitati ambientalisti. Aula consiliare blindata dalla Digos e dagli agenti del commissariato di polizia locale.

I comitati e le associazioni ambientaliste mettono alle strette l’amministrazione comunale, e il Consiglio Comunale approva all’unanimità il documento proposto così come redatto dal comitato Battipaglia dice No. La folta presenza della Digos e degli agenti di Polizia testimoniano come, dopo tre anni di mandato, Cecilia Francese si trova a fronteggiare il momento più difficile da quando è al Governo.

La sindaca apre la seduta d’assise segnalando che in Giunta «è stata approvata la Consulta per l’Ambiente. Potenzieremo l’ufficio tecnico cercando di sospendere le autorizzazioni in essere alla Regione» e l’assessore all’ambiente è confermato: «L’assessore Vicinanza – dice la Francese – rimane. Non ho protocollato le dimissioni».

In un clima rovente, sia per il forte caldo che per le proteste dal pubblico all’indirizzo dell’amministrazione, la Francese incassa gli affondi dei consiglieri comunali. «Le associazioni pretendono un assessore all’ambiente perché non vedono più tutelate le norme fondamentali che meritano i rifiuti della nostra città» dice Gerardo Motta.

E Pino Bovi rincara la dose: «Credo che si scopra l’acqua calda a dire che serve un cambio di rotta. Il malcontento dei cittadini c’è e non possiamo far finta di nulla. L’orientamento che emerge dalla riunione tra i sindaci della Piana confligge con il comunicato dei comitati. L’eccezionalità della situazione richiede una scelta eccezionale, quindi il commissariamento va richiesto».

Egidio Mirra ritira la mozione di sfiducia alla sindaca spiegando che «Otto consiglieri avevano preso l’impegno di firmare il documento, ma non ci interessa mandare a casa quest’amministrazione. Il senso era un altro: se la soluzione al problema ambientare è andare a casa, dimettiamoci. Nel momento in cui l’amministrazione prende atto della situazione e mette in atto le azioni necessarie, l’opzione della sfiducia politica viene meno».

Eccezionalmente, dopo gli interventi dei consiglieri la parola passa al Comitato. «Il commissariamento è il fallimento della politica, ma da 25 anni ci facciamo carico dei problemi dell’intera provincia. L’idea del commissario serve ad avere capacità specifica in materia, ed un unico responsabile» dice Raffaele Petrone.

E sul finale dell’intervento, accolto da scroscianti applausi, precisa: «Non so cosa vi siete detti ieri alla riunione dei sindaci della Piana visto che era a porte chiuse, ma leggeremo i verbali. Sulla nomina dell’assessore voglio ricordare che la politica la fanno i cittadini, quindi siamo legittimati a indicare un nome. E sia chiaro: nessuno del comitato mira a cariche politiche. Ma rendetevi conto che la luna di miele tra l’amministrazione e la città è finita. Vedere 80 celerini circondare la casa comunale fa male, ho grande stima delle forze dell’ordine ma avrei preferito che la sindaca indossasse la fascia e gli ordinasse di togliere i rifiuti dei Meluzio»