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Il “Rodopa” potrebbe tornare ad ospitare i richiedenti asilo. Siglato il protocollo d’intesa al Comune tra le società di Chiara e Gemma Caprino e l’Ente di piazza Aldo Moro.

Patto con il Comune per riaccogliere i migranti al “Rodopa”. È la proposta deliberativa messa nero su bianco lo scorso 2 maggio dalla giunta guidata dalla sindaca Cecilia Francese. Un patto tra l’Ente di piazza Aldo Moro e le due società riconducibili a Gemma e Chiara Caprino. La “Rgc” e la “P&F”, società che operano nel settore dei servizi di accoglienza e di assistenza alla persona, hanno siglato un protocollo d’intesa con il Comune. L’obiettivo è di accumulare i punteggi necessari per poter tornare ad ospitare i richiedenti asilo nella struttura di via Spineta. Dal 2016, infatti, il residence della famiglia Caprino ha per 5 anni, ininterrottamente, ospitato i profughi nella struttura di loro proprietà. Il “Rodopa”, convertitosi definitivamente in un centro di accoglienza, fu costretto allo stop lo scorso 8 novembre.

RODOPA PRONTO A RIPARTIRE DOPO LO STOP DELL’ANNO SCORSO

Uno stop, precisano dai vertici amministrativi della società, e non una chiusura come s’era immaginato a quel tempo. Alle porte del “Rodopa”, infatti, la mattina dell’8 novembre arrivarono le forze dell’ordine: un’operazione congiunta che coinvolse circa 20 unità tra carabinieri e polizia per sgomberare il centro d’accoglienza straordinaria. Un’attività che, in quel periodo, andò di moda in provincia di Salerno. Il centro di Battipaglia, che fino ad allora ne accoglieva circa 80, non fu l’unico ad essere svuotato. Lo stesso destino toccò a tutte le altre strutture le cui convenzioni erano scadute e che non s’erano aggiudicate il bando. L’ordine della Prefettura fu quello di spostare i migranti presso i centri ritenuti idonei all’accoglienza. Insomma, nessuna serrata al “Rodopa”. Che, ancora oggi, fa sapere Gemma Caprino, potrebbe accogliere migranti. E l’intento sembrerebbe proprio quello. La capienza del residence dei Caprino è in linea con gli standard: può ospitare da un minimo di 51 richiedenti asilo fino a un massimo di 300.

IPOTESI RIFUGIATI UCRAINI

E non è da escludere che, alla luce del recente scenario di guerra che vede coinvolte Russia e Ucraina, nei prossimi mesi ci possa essere un esodo dal paese dell’Est Europa delle fasce più povere della popolazione. Per adesso gli ucraini sembrerebbero ancora in grado di cavarsela da soli: chi scappa dalla guerra spesso è ospite da qualche amico o da qualche parente, oppure preferisce soluzioni private. Senza dimenticare che godono di documenti d’identità e carte di credito, differentemente dai migranti provenienti prevalentemente dall’Africa sub-sahariana che, spesso e volentieri, sono dei “fantasmi” giuridicamente parlando. Le società delle due sorelle Caprino, dunque, sono pronte a mettere a disposizione non solo la struttura per ritornare ad accogliere i migranti, ma di garantire anche la presenza gratuita di un mediatore culturale e di un assistente sociale. In attesa della chiamata dalla Prefettura, Battipaglia getta le basi per tornare a riaccogliere.