Passeggiando su alcune spiagge del nostro litorale si può avere l’impressione che sia appena passata una tromba marina che abbia lasciato dietro di sé una devastante traccia di oggetti che col mare nulla hanno a che fare. Copertoni seminascosti sotto la sabbia e la schiuma delle onde, polistirolo e tubi da uso agricolo, indumenti, vetri di bottiglie rotte e, regina del mare, la plastica.

È questo il desolante scenario presentatosi agli occhi dei volontari del circolo Legambiente Battipaglia – Bellizzi che lunedì 15 hanno percorso centinaia di metri fra dune e rifiuti nei pressi della foce del Tusciano. Il blitz in occasione del monitoraggio beach litter, esperienza di citizen science con cui i cittadini partecipano ad un progetto internazionale per comprendere quanto e come siano inquinate le coste del Mediterraneo.

beach litterCOS’È LA BEACH LITTER

Per il quarto anno il locale gruppo di volontari del cigno si è cimentato nel censimento dei rifiuti spiaggiati seguendo il protocollo dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. Gli strumenti sono pochi e consistono in occhi, metro, penne e i formulari dove indicare la presenza e il numero di oggetti abbandonati lungo segmenti di 100 metri di spiaggia libera, non ancora ripulita in vista della stagione estiva. Numerosi i parametri da considerare fra cui la prossimità ad aree urbane, foci, lidi, frequenza di precipitazioni e mareggiate, pulizia da parte di comune o privati.

COSA C’È SULLE SPIAGGE

I risultati della ricerca, elaborati dagli esperti di Legambiente, verranno comunicati nei mesi a venire ma, secondo quanto riportato dall’associazione, le prime impressioni non sono confortanti. Nelle scorse edizioni Battipaglia era salita sul secondo gradino dello sgradevole podio delle spiagge più sporche in Campania (e non solo), seconda a Castel Volturno. Allora erano state rinvenute (e prontamente segnalate) delle vere e proprie discariche abusive di parti d’auto, pneumatici e spugna sintetica per sedili. Ad oggi, ci sono ancora i residui di tali attività illecite, sparpagliati a far bella mostra di sé sulla costa ai lati dello sbocco a mare del rivo cittadino.

beach litter

Plastica che viene dalle nostre tavole sotto forma di bottiglie, involucri di alimenti, stoviglie usa e getta, tanti mozziconi di sigaretta o materiali da costruzione, memoria dei numerosi abusi edilizi che punteggiano la litoranea, bivacchi notturni con bottiglie, lattine, siringhe e vestiti dimenticati dopo una notte brava. E, ancora, piccoli flaconi di medicinali, assorbenti, bastoncini di cotton fioc, indice dello scorretto utilizzo come pattumiera del wc.

beach litter«Una breve escursione in questi luoghi fa comprendere quanto sia urgente una strategia che porti a diminuire l’uso della plastica nel quotidiano» ha affermato il presidente del circolo, Alfredo Napoli. «I nostri mari soffocano per la troppa plastica e così i pesci che vi abitano, il turismo, la pesca e, ovviamente, noi» ha proseguito.

I litorali reclamano giustizia, i controlli non sono mai abbastanza, i gestori dei lidi si impegnano per mantenere la pulizia degli spazi di loro pertinenza, ma ogni intervento sarà vano senza il recupero del senso civico da parte dei cittadini.ù

Foto gentilmente concesse dal circolo di Legambiente Battipaglia – Bellizzi