Articolo estratto da “La Città” – 07/05/2019

Immondizia a peso d’oro. Servirebbe all’Italia intera, ma nessuno la vuole. Ci vogliono montagne di danaro per svuotare i capannoni stracolmi dell’ex Stir. Una tonnellata di umido biostabilizzata ora vale 205 euro, iva esclusa. Lo ha disposto la governance di EcoAmbiente, la società provinciale che gestisce il Tmb, l’impianto di trattamento meccanico biologico, avviando l’ennesima gara con una cifra record, che serve a far breccia tra i privati, che da un anno, ogni volta che vengono chiamati, fanno orecchie da mercanti.

Così, nel giro di dieci mesi, il valore di una tonnellata di Futa, la frazione umida trattata aerobicamente, che si ricava dalle particelle d’organico lasciate nell’indifferenziato, è schizzato da 170 a 205 euro: il 20 per cento.

RIFUTI ALLE STELLE

Onde evitare che, come nelle precedenti procedure, la gara vada deserta, è necessario aumentare, rispetto al passato, il prezzo di smaltimento per tonnellata di rifiuto, portandolo a 205 euro” scrive il liquidatore Vincenzo Petrosino, che ha indetto l’ennesima gara per il servizio di trasporto e recupero della frazione umida trattata aerobicamente: una procedura da 14mila tonnellate, suddivisa in un lotto da 10mila e due da 2mila l’uno. Ci vorranno 2,87 milioni di euro, ma non si svuoteranno comunque i capannoni dello Stir di una provincia che, in un anno, produce ben 30mila tonnellate di bio stabilizzato. Tant’è che, finora, erano quelli i quantitativi previsti nelle procedure di EcoAmbiente: a luglio scorso, a 175 euro ogni mille chili, la gara valeva 5,25 milioni di euro. Oggi, dopo un anno di procedure deserte, ci vorrebbe un milione in più.

IL CIRCOLO VIZIOSO

Il paradosso è che nessuno vuole il biostabilizzato, che dovrebbe servire per la copertura delle discariche, e quindi per le bonifiche. Ogni 6 mesi, lo Stato corrisponde all’Unione europea decine di milioni di euro di penalità per la mancata bonifica, per la quale occorre proprio la Futa, di 77 discariche abusive: 11 siti, uno su sette, sono in Campania. Un ossimoro. E l’Ente d’Ambito, la Provincia di Salerno ed Ecoambiente prevedono di utilizzare 25mila tonnellate di biostabilizzato prodotte dal tmb di Battipaglia per coprire la discarica di Parapoti, a Montecorvino Pugliano.

Lo faremo – spiega Petrosino – ma con la Futa che sarà prodotta in seguito, che deve rispettare i parametri fissati dalla Regione, mentre per ciò che c’è già in impianto bisogna smaltire tutto ci ciò che si riesce a portare via“. Altrimenti la Monsud, che più di un anno e mezzo s’è aggiudicata l’appalto, non può dar il la ai lavori per la realizzazione dell’impianto di compostaggio. E allora vale tutto, pure i prezzi record: “Non so perché i privati non partecipino; so solo che se una gara è deserta, bisogna prendere provvedimenti“. Il compianto segretario della Fp Cgil, Angelo De Angelis, un anno fa parlava di cartelli d’imprese, che s’accorderebbero per disertare le gare e far lievitare i costi.

BALLE DI DENARO

In queste ore è stata bandita pure una procedura da 1,6 milioni per lo smaltimento di 8mila tonnellate di secco tritovagliato. A settembre, in occasione del fermo del termovalorizzatore, le balle non potranno essere portate ad Acerra, ed EcoAmbiente, che ne stoccherà 2mila nell’impianto di Polla, ha indetto la gara da 200 euro a tonnellata.