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All’indomani dell’operazione “Gold Business“, eseguita dai carabinieri di Salerno, che ha fatto luce su un sistema di smaltimento illecito dei rifiuti, portando all’arresto di 14 persone, politici e associazioni ambientaliste insorgono. Il Comune di Battipaglia sarà parte civile nel processo.

L’operazioneGold Business” messa a segno dai carabinieri del comando provinciale di Salerno, che ha sgominato la gang criminale dedita allo smaltimento illecito di rifiuti tossici nella Piana del Sele, ha suscitato le reazioni del mondo della politica e delle associazioni ambientaliste. Il Comune di Battipaglia è pronto a costituirsi parte civile nel processo. «La Piana del Sele non merita l’ennesima aggressione ambientale, il Comune di Battipaglia si costituisce parte civile nel processo che si terrà per l’operazione “Gold Business” che vede coinvolti 14 indagati (6 in carcere, 8 agli arresti domiciliari), gravemente indiziati, a vario titolo, di “associazione per delinquere aggravata, finalizzata al traffico illecito di rifiuti Tossici, Speciali e Pericolosi di categoria ecotossica» si legge in una nota stampa.

LA PIANA DEI FUOCHI: PARLANO TOZZI E FRANCESE

«L’operazione delle forze dell’ordine, alle quali va il nostro ringraziamento per le attività di indagine svolte a tutela del nostro territorio, ha di fatto confermato che la Piana del Sele rimane al centro della attenzione di gruppi criminali, pseudo imprenditori senza scrupoli mossi solo dal guadagno facile a discapito della salute pubblica e dell’ambiente» ha dichiarato la sindaca Cecilia Francese.

Anche Ugo Tozzi, ex vicesindaco e responsabile Enti Locali per Fratelli d’Italia ha stigmatizzato l’accaduto. «Ambiente e sversamento illecito di rifiuti: la soluzione della vera piaga del presente e del futuro di Battipaglia passa dalla denuncia, dalla scoperta, dalla repressione e dalla bonifica del terreno. E dalla formazione del substrato culturale» afferma l’aspirante candidato a sindaco per il partito di Giorgia Meloni.

«Sicuramente tutti innocenti fino a prova contraria per carità – prosegue Tozzi – ma da medico e da politico non si può fingere che vada tutto bene. La Piana del Sele è la nuova terra dei fuochi e a sconvolgere ancora di più è che, da quanto si apprende da fonti giornalistiche, conniventi con questo tipo di reato fossero proprio alcune aziende agricole. Come dire che distruggo e inquino la risorsa che mi fa mangiare e proliferare: una assurdità anche solo a pensarla, poiché è proprio il terreno che andrebbe tutelato, insieme alla salute pubblica».

LA POSIZIONE DI LEGAMBIENTE

«L’operazione di oggi è l’ulteriore conferma come le risorse ambientali rimangono ad alto rischio di predazione ecocriminale. È urgente affiancare alla risposta giudiziaria, che in questi anni ha portato dei buoni risultati, una risposta politica-istituzionale ancora troppo carente» fanno sapere i vertici istituzionali dell’associazione Legambiente. «Siamo ancora in attesa che inizi concretamente con tempi e regole certe la bonifica del territorio, di azioni concrete per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti che fermino quei “tour” che da sempre alimentano le ecomafie. La lotta all’ ecomafia deve diventare la vera priorità per la Campania. E’ una sfida che si può vincere solo se il mondo imprenditoriale e sociale virtuoso, la politica e le istituzioni si mettono insieme per fare concretamente e con serietà. Solo così possono dimostrare di avere a cuore il rilancio dell’economia del Mezzogiorno sotto il segno dell’efficienza, dell’innovazione e della sostenibilità» conclude Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente.