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I commercianti raccontano l’anno nero del commercio battipagliese, in crisi a causa del Covid-19

Più volte nel corso della pandemia da Covid-19, da un anno a questa parte, s’è provveduto a raccontare un altro scenario drammatico, che però si consuma fuori dagli ospedali: quello del commercio. A Battipaglia numerose attività hanno preferito abbassare la saracinesca, perché schiacciate da una crisi economica che ha terrorizzato e continua a terrorizzare le persone.

Le attività commerciali, attraverso le associazioni cittadine, sin da subito hanno lanciato l’allarme, appena si iniziarono a verificare i primi casi di Coronavirus in Italia. Le persone infatti, spaventate da ciò che stava accadendo, si recavano sempre meno nei negozi di quartiere, sancendo così l’inizio della crisi ancor prima del lockdown. Da allora la situazione non è troppo migliorata, come raccontano i commercianti stessi.

«MOLTI COMMERCIANTI HANNO DECISO DI CHIUDERE»

A ripercorrere l’annata nera per i commercianti battipagliesi è Massimo Sorvillo, presidente di Confcommercio Battipaglia: «Dal primo momento mi sono attivato per stare vicino alle imprese, informando di tutto quello che doveva servire all’attività per non pagare multe. Abbiamo comunicato bollettini e documento ristori per dare subito conforto. Ma sinceramente è stato un disastro, perché alle parole non seguivano fatti, molti commercianti sono andati in panico non vedendo via d’uscita seria».

Numerose sono state le chiusure anticipate: «Non vedo una via d’uscita breve, manca liquidità, non sono state abolite alcune tasse che avrebbero dato respiro. Bisogna annullare anno 2020 con eliminazione di pagamenti, invece abbiamo rinvii che sommati agli precedenti sono diventati un “fardello“ non superabile, la scelta del Comune di una vera posizione a favore del settore non è stata vista. Il settore ha bisogno di essere rispettato e guardato in viso, ora tutto è di spalle, gli sciacalli sono pronti a prendere attività e immobili con prezzi da straccio, questo porterebbe alla fine del commercio sano a Battipaglia», conclude Massimo Sorvillo.

Lucia Ferraioli, presidente dell’associazione “Rinascita”

In prima linea nella lotta a favore dei commercianti durante questi mesi anche Lucia Ferraioli, presidente dell’associazione Rinascita: «È stato un anno molto singolare in cui non è possibile realizzare un bilancio. Non possiamo dire come sono andati i saldi perché di fatto non ci sono stati, né di un bilancio natalizio o i nuovi arrivi del cambio di stagione. Commercialmente stiamo vivendo alla giornata, e molti di noi hanno deciso purtroppo di chiudere. In alcuni casi la chiusura di un’attività non è neanche una scelta possibile, in assenza di altre possibilità lavorative».

I commercianti aspettano sempre una soluzioni che arrivi domani, ma nel mentre le difficoltà sono innumerevoli, come illustra Ferraioli: «Le nostre attività non sono più programmate a lungo termine come veniva fatto in precedenza. Una previsione d’acquisto a sei mesi, ad esempio, non è più possibile, perché un’eventuale chiusura farebbe rimanere a terra del materiale. Stiamo cercando di offrire sempre un’offerta nuova per spronare i clienti, ma sono spaventati e poco entusiasmati. Gli acquisti vengono fatti soltanto per trovare uno spiraglio di gioia e serenità, più che per necessità».

«IL COMMERCIO NON È UN MONDO RESIDUALE»

Un quadro ancor più chiaro della crisi drammatica vissuta nell’ultimo anno la danno anche i commercianti battipagliesi. Tra questi Iolanda Apostolico, titolare della Bottega Creativa “GEA”: «La mia attività rientra nell’enorme percentuale delle aziende che hanno subito drastiche riduzioni di fatturato rispetto agli anni precedenti, causa Covid che ha fermato gli eventi, le feste e in molti casi ha ridotto anche le economie familiari».

Iolanda Apostolico

Il settore dell’artigianato sta soffrendo moltissimo, come spiega la commerciante: «L’artigianato, ed il commercio in generale, non devono essere considerati come un mondo residuale, non devono essere dati per “scontati” e per riguadagnare il ruolo che gli compete hanno bisogno di robusti investimenti anche da parte delle amministrazioni e del governo, per esempio con piattaforme virtuali di commercio oppure con i progetti formativi con gli istituti professionali che in passato sono stati determinanti nel favorire lo sviluppo economico del Paese».

Da dove partire per iniziare a colmare la profonda crisi del commercio locale? Iolanda Apostolico propone: «Ripartire con più sorveglianza, pulizia sistematica, più illuminazione delle strade, così da dare “coraggio” alle persone a vivere i luoghi della città e ad avere i giusti comportamenti civili, anche per quanto riguarda il contenimento della diffusione del virus. C’è bisogno di sinergie tra chi è amministratore e chi investe sul territorio. C’è bisogno di coraggio e comprensione e dialogo».

«NECESSARIO UN ABBELLIMENTO DELLA VIA DELLO SHOPPING»

Numerose sono le decisioni che hanno influito negativamente sul commercio locale. Alcuni commercianti incolpano anche i repentini cambi di colore delle regioni, in virtù della curva dei contagi, che hanno gettato in confusione le persone. Lo afferma anche Francesco Tramontano, direttore del punto vendita d’abbigliamento College Store Battipaglia: «Non è certamente un buon momento per nessuno, e cerchiamo di darci forza l’uno con l’altro ed essere solidali tra noi».

Tramontano, insieme ad altri colleghi, s’è unito all’associazione “Vivi Battipaglia“, per cercare soluzioni: «Abbiamo invitato la popolazione a spendere in città con degli sconti particolari sui futuri acquisti. Con immensi sforzi abbiamo mantenuto una sorta di “vendita promozionale” per tutto l’anno o almeno in quest’ultimo. Ringraziamo calorosamente la popolazione che ha creduto in noi e ci ha aiutato e difeso, e colgo l’occasione per invitarla a continuare a farlo nell’attesa che questa brutta parentesi resti solo un ricordo».

Tanta fiducia viene riposta nell’amministrazione comunale, e in particolare nell’assessore al commercio, Elia Frusciante: «Che si faccia più presente nell’ascoltare le associazioni e le proposte di noi commercianti, da parte nostra ci sarà piena disponibilità nell’ascolto ed alla collaborazione», prosegue Tramontano, che come altri commercianti attende anche la realizzazione definitiva del progetto “PiùEuropa“: «Confidiamo che questa struttura nascente possa far confluire nel centro cittadino più persone da più paesi limitrofi. È anche necessario un intervento di abbellimento della via dello shopping, magari con panchine, del verde rinnovato, della filodiffusione perenne e di un’illuminazione più vigorosa ed accogliente».

«ABBIAMO DECISO DI SCOMMETTERE ANCORA SU QUESTA CITTÀ»

«È stata un’annata dura, e non soltanto per la paura che c’è stata in giro nei confronti di questa malattia. La spesa del pubblico s’è ridotta, anche a causa delle casse integrazioni arrivate in ritardo, o addirittura mai giunte. Quasi nessuno di noi ha avuto fondi, e siamo arrivati ad oggi esclusivamente con le nostre forze e la nostra volontà» è il commento di un altro commerciante di Battipaglia, Cristian Itri.

Cristian Itri

Per una saracinesca che si abbassa, ce n’è però un’altra che, fortunatamente, si alza. È il caso del suo store d’abbigliamento per bambini, Baby Chic: «Nonostante il periodo più che oscuro abbiamo deciso di scommettere ancora su questa città. Proprio per questo ci tengo a ringraziare tutto il supporto giunto dalla popolazione attraverso i social. Abbiamo deciso di investire in un ampliamento dell’attività, aprendo un nuovo punto vendita anche a Bellizzi».

Un segnale di resistenza e voglia di farcela, accompagnando con leggerezza e speranza la popolazione verso la fine di questa pandemia, che si spera possa avvenire presto. «Anche in questi periodi di crisi cerchiamo di non arrenderci, contando sempre sulle nostre forze e senza alcun aiuto statale. Proprio il governo non ha fatto altro che farci indebitare. Da sabato ci trovate in questo nuovo punto vendita a Battipaglia, pronti a dare gioia e amore, ma soprattutto speranza».