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Il Tar di Salerno si è pronunciato sull’atavica questione di viale De Crescenzo e degli scarichi abusivi che i commissari cercarono di fermare con un’ordinanza: vince il Comune.

La guerra delle fogne nel rione Stella la vince il Comune. Parola dei giudici del Tar della Terza sezione di Salerno, che nei giorni scorsi hanno pronunciato la sentenza in merito all’atavica questione che ha interessato da un lato il Comune di Battipaglia e dall’altro condomini e proprietari di villette in viale De Crescenzo. Una vicenda che affonda le sue radici nel 2016, quando un’ordinanza emanata dalla commissione straordinaria impose ai ricorrenti di provvedere al corretto e funzionale allaccio dell’impianto di smaltimento dei reflui domestici alla pubblica fognatura e alla chiusura dello scarico posto al servizio dell’impianto fognario condominiale, con l’avvertimento che, decorsi 20 giorni, si sarebbe proceduto alla chiusura coattiva dello scarico di fondo in alveo del fiume Tusciano.

L’ORDINANZA CONTESTATA

Un’ordinanza ritenuta illegittima dai privati cittadini che decisero di proporre un ricorso. Secondo condomini e proprietari di villette le criticità riscontrate avrebbe dovuto risolverle l’Ente di piazza Aldo Moro, proprietario della rete fognaria pubblica e autore dei rifacimenti che le hanno determinate. Sottolineando, in particolare, che in quella zona della città le fognature erano assenti, costringendo di fatti i residenti a scaricare abusivamente nel fiume Tusciano, e denunciando una disparità di trattamento rispetto ad altri casi analoghi nei quali il Comune è intervenuto eseguendo le opere richieste. E i proprietari s’appellarono pure alla convenzione urbanistica sottoscritta dal Comune all’epoca dell’edificazione dei fabbricati, secondo la quale la società costruttrice sarebbe stata obbligata a cedere alla pubblica amministrazione la proprietà delle opere di urbanizzazione primarie e secondaria, tra le quali era compresa anche la fognatura principale e il tratto che attraversa la via dei ricorrenti. Già nel 2016, il Tar respinse le istanze le istanze di sospensione dell’efficacia dei provvedimenti emessi dalla commissione straordinaria, che aveva intimato a quindici proprietari di abitazioni del rione Stella, lungo viale De Crescenzo, di chiudere tali scarichi, ravvisando un’insufficienza di motivazioni per concedere la sospensione rimandando la decisione.

IL COMMENTO DELL’ARCHITETTO SORVILLO

Sono passati ben 6 anni, e i problemi nel rione Stella, in particolare durante i giorni di grandi piogge, non sono cessati. Fino a maggio di quest’anno, quando le toghe salernitane hanno respinto il ricorso dei privati precisando innanzitutto che l’ordinanza in questione riguarda specificamente un condotto privato che, nel suo tratto terminale, non dispone della pendenza necessaria per consentire ai liquami di raggiungere il collettore favorendo, appunto, il ristagno. Una conduttura privata, scrivono i giudici, posizionata sul retro delle unità abitative con lo scopo di collettare i reflui provenienti dai locali seminterrati. E in caso di sovraccarico idrico i reflui confluiscono, illecitamente, nell’alveo del fiume. «Si è in presenza, pertanto, di un’opera privata, non di pertinenza del Comune, indipendentemente dall’epoca della sua realizzazione, sicché l’amministrazione può legittimamente intimare la sua rimozione o sistemazione a regola d’arte, dal che consegue l’infondatezza di tutti i motivi che afferiscono alla natura pubblica o privata della conduttura in questione» si legge nella sentenza. Per questi motivi il Tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso bocciando di fatto i privati. I giudici hanno sentenziato. Ora, quello che manca in via Stella sembrerebbe solamente una soluzione a un problema decennale.

Massimo Sorvillo CentrodestraUna soluzione al problema degli scarichi abusivi nel rione Stella esiste dal 2016. Un progetto finito nel dimenticatoio e affidato, all’epoca dei fatti, all’architetto Massimo Sorvillo, al geologo Elio Veneri e all’ingegnere Leoncio Fortunato per individuare il tracciato per un efficace deflusso delle acque. Un progetto ancora valido secondo Sorvillo. «Rispetto al passato il problema è stato sicuramente alleggerito – commenta l’architetto – ma in caso di piogge importanti il problema esiste ancora ed è serio. Quel progetto prevedeva di realizzare un innesto sulla condotta principale che porta verso via Roma perché ai tempi fu fatta una strozzatura, che andrebbe eliminato. Le caratteristiche sono ancora applicabili, e il progetto sarebbe realizzabile. Si parte da un principio idraulico: alzare i pozzetti dell’acqua impedendo la risalita e il ritorno indietro. Posizionarli a un’altezza corretta eviterebbe ogni problema».