La saga infinita del divieto di balneazione continua. Gli ultimi rilievi dell’Arpac hanno evidenziato come gran parte del litorale battipagliese non sia balneabile. E i valori di escherichia coli ed enterococchi vanno ben oltre la norma. Ora le diverse strutture che insistono sulla zona rischiano un’altra stagione infelice.

Ci risiamo. Torna a sventolare la bandiera nera sul litorale battipagliese. Secondo gli ultimi campionamenti effettuati dall’Arpac lo scorso 16 maggio, le acque cittadine sono risultate non balneabili per tre quarti di costa. Spineta Nuova, Lido Spineta e Tenuta Spineta sono fortemente inquinate. E i dati che emergono sono a dir poco preoccupanti: in zona Spineta Nuova si registrano valori di 1.091 unità di escherichia coli (il massimo consentito è 200) e 2.005 unità di enterococchi (su un massimo di 500); per quanto riguarda Lido Spineta 738 di escherichia coli e 2.005 di enterococchi; infine, Tenuta Spineta presenta il dato più confortante – per usare un eufemismo: 271 di escherichia coli e 531 di enterococchi. Salva solo la zona Lago con 10 di escherichia coli e 31 di enterococchi.

Se qualche settimana fa si leggeva di una revoca totale del divieto di balneazione, oggi la situazione è nuovamente capovolta. A seguito dei campionamenti, la sindaca ha provveduto a inviare, a mezzo PEC, la notifica ai gestori delle strutture turistiche che insistono sulle zone interessate: “Enea s.a.s.”, “Albergo Riviera Spineta”, “Lido Ok”, “Miami Beach”, “Il Cigno”, “Jamaica s.a.s.”, “Miramare”, “Mareneve”, “Samoa” e “Lido Mediterraneo”.

La responsabilità va sicuramente ricercata nel depuratore di Tavernola, un’opera costata 3 milioni di euro che sembrerebbe non funzionare come dovrebbe. O meglio: come ci era stato promesso. Sì, perché quando sono i numeri a parlare, c’è poco da dire: il problema non è stato risolto, come invece annunciava la sindaca l’anno passato. E la prospettiva per gli anni seguenti non è certamente tra le più rosee. Per aspera ad astra, è il caso di dirlo.