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I carabinieri della compagnia di Battipaglia confermano la natura dolosa dell’incendio appiccato venerdì notte ai danni dell’auto di proprietà di Alba, sotto casa del direttore tecnico della società partecipata Giovanni Ficetola.

«Incendio doloso». A confermare la natura del rogo che, lo scorso venerdì, ha interessato una Renault Twingo di proprietà della società partecipata del Comune di Battipaglia, Alba srl, e avvenuto sotto casa del direttore tecnico, il geometra Giovanni Ficetola, sono i carabinieri di Battipaglia, coordinati dal Maggiore Vitantonio Sisto che nella giornata di ieri hanno acquisito le telecamere di videosorveglianza della zona.

«Se c’entra il mio lavoro? Non vedo altre cause» si era espresso così Ficetola già all’indomani del triste e spaventoso episodio che lo aveva coinvolto. E adesso arriva pure la conferma da parte delle forze dell’ordine. Un clima di paura, a pochi mesi dalle prossime elezioni comunali che si terranno in città, che si aggiunge alle polemiche degli ultimi mesi sulla società in house del Comune di Battipaglia.

I sindacati, intanto, invitano a mantenere alta l’attenzione sull’episodio. Erasmo Venosi, responsabile del comparto ambientale, e dirigente sindacale della Cgil Salerno, ha espresso la sua solidarietà nei confronti del geometra. «Esprimo la solidarietà di tutta la Fp Cgil Salerno invitando gli organi preposti a fare tutte le azioni e le verifiche del caso per fare luce, bisogna condannare ogni forma di violenza che possa tentare di intimidire chi esercita la propria professione con senso di responsabilità e abnegazione». Anche Luigi Vicinanza, della Cisal Metalmeccanici, è intervenuto: «L’episodio è lo specchio di come i politici battipagliesi hanno gestito i rapporti con i lavoratori di Alba».

E il mondo della politica insorge. Antonio Visconti parla di «clima avvelenato e di condizioni di instabilità della società al contrario di quanto sostiene la sindaca Cecilia Francese». Fernando Zara, invece, affonda il colpo: «La responsabilità è della prima cittadina – spiega – perché ha favorito un clima pericoloso in città. Non è da escludere che qualche lavoratore mandato a casa abbia reagito così, inoltre non è ammissibile che un dipendente porti l’auto aziendale a casa».