L’Amministrazione Francese presenta i professionisti che si occuperanno del Puc in una conferenza stampa tenutasi questa mattina a Palazzo di Città. L’architetto Antonio Oliviero, i progettisti della Mate e l’urbanista Raffaele Gerometta dovranno redigere il piano urbanistico. E intanto promettono: entro il 2020 il piano sarà attuato.

Limitare il consumo del suolo. Riqualificare la zona costiera e puntare su un turismo di qualità e riqualificare i quartieri abbandonati senza servizi. Rendere Battipaglia bella e vivibile” parla così Cecilia Francese dalla sala conferenze di Palazzo di Città (recentemente intitolata all’ex sindaco Domenico Vicinanza). È la sfida più importante è più difficile per l’amministrazione: ridare a Battipaglia un Puc che manca da 47 anni.

È un obiettivo che porteremo a termine. E sia chiaro: non è il nostro piano. Apriremo una fase di ascolto che coinvolgerà commercianti e imprenditori” prosegue il sindaco di Battipaglia che, tra le altre cose, annuncia anche di aver siglato l’accordo per il protocollo Asi: “Abbiamo chiuso il protocollo Asi, insieme al presidente, alla presenza dell’assessore Marchiello. Abbiamo un protocollo equilibrato e favoriremo la sana imprenditoria. Ora lavoreremo per programmare la variante per le situazioni non sanabili“.

pucI PROFESSIONISTI DEL PUC

Tutto sembrerebbe dipendere dalla figura dell’urbanista Raffaele Gerometta, nato a Coregliano, laureato in urbanistica all’università di Venezia, e direttore tecnico della Venetoprogetti, nel suo curriculum vanta già centinaia di incarichi e collaborazioni in vari comuni d’Italia.

I tempi per l’attuazione del piano sono lunghi e la complessità del territorio è elevata. Saranno importanti le scelte dell’amministrazione e il tutto avrò un senso quando arriverà in consiglio comunale” dice Gerometta che, nel corso della sua esperienza lavorativa, ha chiuso una cinquantina di piani. “I temi da riconoscere sono facili: la costa, il fiume, le serre e le aree dismesse. Il problema – prosegue – è che dopo la diagnosi c’è la terapia“.

Già dai prossimi giorni i professionisti lavoreranno su strategie e obiettivi: “Bisogna darsi un tempo finito e non infinito. La progettazione non sarà assoluta, ma soggettiva poiché dipenda dai tempi, dai modi e dalle caratteristiche del territorio. Battipaglia di oggi non è quella di 20 anni fa. Bisognerà coinvolgere le autorità ambientali e valutare gli impatti” afferma l’urbanista. E sui tempi? “Tra il perfezionamento e l’attuazione credo che entro il 2020, salvo imprevisti, sarà tutto pronto. Poi, è ovvio: il modo di fare squadra dipende dal mandante ma vi posso assicurare che abbiamo avuto situazioni peggiori“.

E l’architetto Antonio Oliviero fa da sponda: “Cercheremo di individuare una visione del territorio che mi sembra sia andata persa negli ultimi anni, viste le grosse trasformazioni. I temi principali a cui fanno riferimento Gerometta e il sindaco vanno filtrati attraverso un meccanismo urbanistico e, soprattutto vanno disciplinati. Abbiamo una buona base di dati da cui partire, che può toglierci parte del lavoro. Ma il grosso elemento sarà la valutazione ambientale per assicurare che gli interventi siano sostenibili“.