Il Rettore dell’università di Salerno sarà candidato con la Lega alle prossime elezioni europee. Aurelio Tommasetti da tempo aveva manifestato ambizioni politiche e adesso scende in campo al fianco di Matteo Salvini nella circoscrizione Sud.

L’università di Salerno, sotto la guida del Rettore Aurelio Tommasetti, ha scalato diverse classifiche. In particolare quelle sugli indici di ricerca e competitività. Da oggi, però, avrà un record davvero singolare: è la prima università del Sud con un rettore candidato per la Lega.

Laureato con lode in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” nel 1989, ricercatore presso l’ateneo salernitano nel 1996 e professore, prima associato nel 2001, e poi ordinario nel 2005, Aurelio Tommasetti dal novembre 2013 è Rettore dell’università di Salerno. Lunedì scorso, insieme a Lucia Vuolo, avrebbe firmato i moduli per la candidatura e già da domani (mercoledì 17 aprile è il termine ultimo per la presentazione delle liste) inizierà la campagna elettorale.

Già da tempo il nome del Rettore era stato associato alla politica. Un anno fa sembrava quasi fatta per una sua candidatura alle Regionali con Forza Italia. Poi saltò tutto. E anche quest’anno si era ipotizzata una candidatura europea nelle file di Forza Italia. Tommasetti, però, ha scelto la Lega “lanciando” la sfida all’altro Rettore (ex) Raimondo Pasquino capolista nella circoscrizione Sud per +Europa – Partito Socialista Italiano. Il suo mandato di Rettore scadrà a ottobre, ma già a giugno ci saranno le consultazioni. Probabilmente è anche questo il motivo che ha spinto Tommasetti a tentare la scalata politica.

Sono un liberale, sovranista competitivo” si è definito così Aurelio Tommasetti in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Lui, figlio di fieri comunisti, ma candidato con la Lega ha precisato a “La Repubblica”: “Non è che i miei avessero impegni pubblici, per carità, tra l’altro ho perso mio padre non da molto, mi tocca nel vivo. Ma è autentica quella radice dei miei, e mi interesserà capire cosa ne pensano mia madre, mia sorella…“.

E sui migranti temporeggia: “Non entrerei subito, così drasticamente, nei temi. Ripeto: una campagna va organizzata, ci sono pensieri da articolare. Ma no, non la mettiamo in questi termini. Imbarazzo no. Quale imbarazzo? Se anche gli italiani hanno votato così…“. Sul programma, invece: “Per riassumere la sostanza del mio impegno? Giovani, sud, Europa. Con i giovani lavoro da sempre, ho scelto loro, anziché le imprese: laurea a 22 anni in Economia e Commercio alla Federico II, ordinario a 38 anni. E ogni anno all’Unisa abbiamo assunto quasi 100 persone, solo per una virtuosa gestione delle risorse“.