Dopo la recente cessazione delle attività commerciali esercitate in zona produttiva dell’Agglomerato ASI Battipaglia, viene ora respinta anche la richiesta di sanatoria edilizia da parte della società Bosco Real Estate s.r.l., proprietaria dell’opificio industriale in via Bosco, per la regolarizzazione di violazioni edilizie compiute in difformità rispetto ai titoli edilizi allora rilasciati alla allora esistente società D & D Cars per la realizzazione del complesso industriale.

Il Comune respinge l’istanza di sanatoria edilizia presentata dal legale rappresentante della società Bosco Real Estate s.r.l. (Marcello Vitolo). La richiesta riguardava la variazione di destinazione d’uso in attività commerciale per 480 metri quadrati; l’ampliamento di superficie destinata a deposito sottostante alla rampa di accesso in piano primo per 36,25 metri quadrati; e il manufatto realizzato su corte del complesso produttivo con struttura portante in acciaio fissata al suolo con pareti e copertura.

In sostanza, le richieste sono state respinte per i seguenti motivi: il manufatto su area esterna non rientra nelle previsioni di sanabilità perché “il condono edilizio è applicabile esclusivamente in presenza di “nuova costruzione” che abbiano destinazione “residenziale”“; la variazione di destinazione d’uso è riferita alla sagoma di un capannone demolito dalla ditta Domenico De Sia. L’impianto, però, avrebbe dovuto essere totalmente adibito alla produzione industriale di tappeti e sedili per autovetture. In realtà, allo stato attuale, è l’intero stabile che non svolge attività di “produzione in forma industriale di tappetini e sedili per autoveicoli e autocarri” così come previsto nei titoli edilizi e rispetto ai nulla osta rilasciati dal Consorzio Asi di Salerno.

D’altronde, già a seguito dell’illecito mutamento di destinazione urbanistica d’uso del 2013, seguiva la adozione di ordinanza di demolizione, mai sospesa dal Tribunale amministrativo regionale, e a cui la allora proprietà non diede esecuzione. Ciononostante dal 2013 la proprietà dello stabile non è ancora passata al patrimonio comunale mediante acquisizione gratuita.