Andate in piazza Amendola (piazza Madonnina, come la chiamate voi), sguardo dritto verso la scuola De Amicis, girate a sinistra verso le Poste e costeggiate le panchine che gettano l’occhio alle aiuole: passo più, passo meno, state calcando il terreno dove sorse il primo campo sportivo di Battipaglia per la pratica del giuoco del calcio. Fatelo, amici, fatelo anche se non amate il football: la storia del calcio, purtroppo o per fortuna, è in fin dei conti la storia della nostra comunità.

IL CALCIO TRA PORTI E PALESTRE

I giochi basati sul dare calci ad una palla affondano le radici nella notte dei tempi. Forse per il fascino legato agli oggetti sferici, forse per l’immediatezza del gesto, il calcio risulta connaturato nell’uomo, chiaramente nelle sue varie declinazioni ed espressioni. Gianni Brera diceva che “il calcio simboleggia la difesa degli affetti più cari (madre, sposa e figli) dagli assalti dei nemici, ai quali si restituiscono pari pari le offese”. L’inventore della Coppa del Mondo, Rimet, sosteneva che il calcio (o meglio, una sua forma primordiale) fosse nato in Cina ben 2500 anni prima di Cristo (giuoco noto come “Tsu-Chu”), ed è cosa certa che le truppe di Cesare diffusero in Gran Bretagna il gioco di origine greca chiamato “harpastum”. La versione alla quale giochiamo oggigiorno, come ben sapete, è quella sviluppatasi (e regolamentata) in Inghilterra nella metà del 1800, in un periodo in cui gli inglesi dominavano il globo a livello culturale e commerciale. Roba per nobili, ricchi e studenti. Eppure i marinai britannici, di porto in porto, riuscirono a diffondere il football in tutto il mondo. Anche in Italia, ovviamente. Nel nostro paese il calcio arrivò a fine ‘800 percorrendo due strade: la ginnastica e il mare. Daniele Marchetti e Francesco Gabrielli, due professori di educazione fisica di origini bolognesi, diffusero nelle scuole di Milano e Rovigo la pratica del nuovo gioco, che nacque quindi sotto l’ala protettrice della FGNI (la federazione di ginnastica). Nei primi anni del ‘900, il fenomeno calcio iniziò ad esplodere anche a Napoli, dove impiegati di società inglesi di navigazione avevano coinvolto gli amici partenopei. Parallelamente e con le medesime dinamiche, il calcio arrivò anche a Salerno, dove si iniziarono a contare decine di squadre. E Battipaglia?

IL CALCIO ARRIVA A SALERNO ED EBOLI

Nel 1914 Battipaglia è una frazione di Eboli. Le attività sono rurali, lo sport non è minimamente contemplato: niente collegi dove diffondere la ginnastica o porti dove fare amicizia con gli stranieri. Lo scrittore Mario Morasso, nell’Almanacco dello Sport di quell’anno, scrive di Battipaglia: ”Se vedeste che paese! Poche case disperse, un’osteria senza imposte né vetri alle finestre, mezza dozzina di carretti sgangherati e tutto un’immensa fanghiglia all’intorno”. Eppure l’economia inizia a decollare e il 10 Maggio viene fondata quella che diventerà la “Cassa Rurale ed Artigiana”.

Nel Febbraio del ’14, intanto, il giornalista Donato Vestuti, per metà ebolitano e per metà montecorvinese (come Battipaglia, in effetti), riesce ad organizzare per la seconda volta un torneo provinciale. A Giugno il calcio arriva nel capoluogo Eboli, durante i festeggiamenti per San Vito: partita dimostrativa tra la compagine vincitrice del torneo di Vestuti (FBC Salerno) e una squadra di Cava. La Grande Guerra frena, ovviamente, l’entusiasmo. Nel 1919 vede la luce la Salernitana, la quale nell’anno 1925, però, sospende le attività (non si iscrive al campionato 25/26) per gli scarsi risultati sportivi. La squadra più importante di Salerno diviene dunque il Campania FBC, che si avvia a vincere la Terza Divisione 1925/26. Anno importante per noi questo 1925: è l’anno della nascita del calcio battipagliese!

1925: LA VIRTUS BATTIPAGLIA

Il 5 Dicembre del 1925 a Battipaglia si gioca la nostra prima partita del giuoco del calcio, quantomeno la prima documentata. La Virtus Battipaglia sfida e batte il Campania FBC per 2 a 1. Un risultato incredibile viste le premesse storiche. La partita citata è evidentemente il culmine di un processo sportivo, seppure embrionale, che aveva dato modo agli appassionati locali di creare una vera e propria squadra. I documenti dell’epoca sono pochi e raramente utili: avete forse voi un registro sul quale prendete nota delle partite amatoriali che fate il Giovedì sera? Sappiamo di questo compleanno del nostro calcio solamente grazie al lavoro straordinario del professore Vito Telese, autore di diversi libri sulla storia del calcio battipagliese. Grazie al professore conosciamo anche la prima vittoria in trasferta della Virtus Battipaglia, datata 26 Gennaio 1926: a Salerno 7 reti (a zero) alla Libertas, nello storico campo di “Piazza d’Armi”, dove ora sorge la caserma Angelucci, sulle cui mura è posta ancora oggi una targa alla memoria del mitico stadio. Gli anni della Virtus sono anni di tornei e partite amichevoli, dove per amichevoli si intendono gare fuori dalla ufficialità della federazione. Il calcio (nazionale e locale) si sta organizzando pian piano, così come il nostro comune che sta per nascere sulla rive del Tusciano.

1929: LA U.S. BATTIPAGLIESE AFFILIATA ALLA ULIC DELLA FIGC

Nel 1929 il calcio italiano prevede cinque livelli totali: Serie A, Serie B, Prima Divisione, Seconda Divisione e Terza Divisione. Oltre a questi campionati, la FIGC organizza attraverso la sua Sezione Autonoma di Propaganda, i “campionati dei liberi” avendo la FIGC da poco inglobato la ULIC, ovvero la “Unione Libera Italiana del Calcio” (della quale ometto genesi, storia e morte per brevità e pietà nei confronti dei lettori), riservandole l’organizzazione diretta dei tornei “under 21”. I campionati uliciani sono divisi in Prima e Seconda Categoria, oltre al Campionato Ragazzi e alle attività cosiddette Miste. Nella stagione 1929/30 si contano 46.000 tesserati e 11.000 partite disputate.

Battipagliese
documento ufficiale che attesta la prima iscrizione alla FIGC e l’affiliazione al Comitato locale Uliciano di Salerno

Ormai il calcio è il “vero re degli sports”, come lo definisce Serafino Ferreri nella sua sintesi delle attività uliciane nell’Annuario Italiano Giuoco del Calcio Volume Terzo (che racchiude le stagioni dal 1929 al 1931). Si tratta della pubblicazione ufficiale della FIGC, dove sono raccolti dati e iscrizioni: ebbene, a pagina 375 compare per la prima volta la U.S. Battipagliese, affiliata al Comitato Uliciano di Salerno per la stagione 1929/30. La Battipagliese quindi nasce, in senso ufficiale, nello stesso anno del nostro Comune, ed è per questo che il compleanno delle zebrette viene festeggiato, simbolicamente, anch’esso il 28 Marzo. Dobbiamo tenere conto che le iscritte ai campionati federali FIGC in provincia di Salerno sono solamente 5 e quelle afferenti alla ULIC una ventina: si tratta di veri e propri pionieri del giuoco e dobbiamo considerare un vanto la partecipazione della nostra comunità a questo ristretto gruppo. Il quotidiano sportivo “Il Littorale” di Arpinati segnala il Battipaglia come la favorita del “campionato salernitano dei liberi” del 1932, in un girone con, tra le altre, Savoia ed Ebolitana.

FONDAZIONE E RICORDI

Affidandoci ancora una volta al professor Telese, scopriamo che la società fu fondata al Bar Excelsior della famiglia De Crescenzo, dunque prima storica sede della Battipagliese. Il figlio Salvatore faceva da allenatore e giocatore, mentre Fioravante Di Cunzolo era il direttore sportivo. Primo presidente: Giuseppe Agnetti. Battipaglia nel frattempo si stava espandendo sempre di più. Nel 1931 fu costruita la Scuola Elementare intitolata a De Amicis, affacciata su una enorme piazza. Si trattava di piazza XVIII Ottobre, in seguito intitolata alla memoria di Amendola e da molti chiamata Piazza Madonnina. Alle spalle dell’edificio scolastico sorgeva il leggendario campo “Littorio”, ovviamente con superficie in terra e tante pietre.

Battipagliese
Il tesserino dei singoli giocatori

Una storica foto delle De Amicis (presente in “Battipaglia Signora Mia” della associazione “Collezionare L’Antico” di Romeo Raviello, 2002) permette di dare una fugace occhiata al campo sportivo. Il famoso ed eccellente giornalista battipagliese Paolo De Vita racconta come il “Littorio” venne usato per installare una baraccopoli per gli sfollati della Seconda Guerra Mondiale e le squadre cittadine furono costrette a usare un campo improvvisato, nei pressi dell’attuale via Italia. Battipaglia dovrà attendere il 23 Novembre del 1949 per avere nuovamente un campo sportivo, quando venne inaugurato il “Sant’Anna” con la partita Battipagliese – Mergellina. Mia nonna da parte di babbo, Teresa Pepe, classe 1921, abitava a poca distanza dal “Littorio”, tanto da riuscire a vedere le partite dalla finestra.  Nella sua mente di fanciulla sono rimaste impresse le caotiche riunioni di calciatori, curiosi e infine tifosi, tanto da raccontare centinaia di volte a mia zia Giovanna del caos, delle urla e delle risse. Le sfide con l’Ebolitana tra il ‘29 e il ‘34 erano al limite della guerriglia: nei suoi ricordi, durante l’apice delle dispute, attempate signore erano solite raccogliere cenere, tizzoni e qualsiasi altra cosa capitasse, per poi gettare il tutto dai piani superiori delle neonate palazzine limitrofe, beccando i malcapitati ospiti ebolitani. Per quanto possano essere stati enfatizzati dal tempo e dagli occhi di una bambina, questi ricordi trovano forza in ciò che accadde poco tempo dopo.

1932-1934 TERZA E SECONDA DIVISIONE: LE SFIDE TRA BATTIPAGLIESE ED EBOLITANA

Nella stagione 1932/33 la Battipagliese si iscrive alla Terza Divisione: è il primo campionato federale al quale partecipa. L’iscrizione in Terza Divisione costa 275 lire, più le spese e le tasse per ogni singola partita: un bel po’. In Campania vi sono solamente 32 squadre iscritte alla FIGC e a livello nazionale sono 655, delle quali 318 in Terza Divisione. Per farvi capire quanto sia epica la storia del calcio della nostra città, pensate che oggi esistono poco meno di 13.000 società affiliate alla federazione. Nel Girone B figurano: Battipaglia, Ebolitana, Pagani, Irpinia Avellino, una squadra del Vomero, il Dopolavoro di Santa Maria La Bruna e le squadre “riserve” di Salernitana e Angri. Si va al girone finale con le tre migliori del Girone A: Aversana (Aversa), Puteolana (Pozzuoli) e Nola. Il campionato lo vince l’Ebolitana ma anche Battipaglia viene promossa in Seconda Divisione per la stagione 1933/34.

Il livello numero quattro dei campionati federali è di carattere interregionale, infatti il girone copre Campania, Molise e Lucania (XIII Zona). Nel girone ci sono Campobasso e Potenza, gli allievi del Napoli, le riserve di Savoia, Bagnolese e Salernitana, la Caiafa Salerno, fondata dall’ex presidente della Salernitana Carmine Caiafa, Pagani, Aversana, Vomero e, come detto, Ebolitana. La striscia positiva che aveva consentito agli ebolitani di guidare il girone viene interrotta proprio a Battipaglia: vittoria per 2-1. La partita di ritorno ad Eboli, nel Marzo del ’34, è teatro di sanguinosi scontri tra le tifoserie, a causa di ruggini evidentemente non solo sportive: coltellate, risse e cariche delle forze dell’ordine.

A causa dei disordini, il campo dell’Ebolitana viene squalificato sine die e l’Ebolitana è di conseguenza costretta a ritirarsi dal campionato, riprendendosi solamente dieci anni più tardi. La Battipagliese vince comunque la gara per 1-0 e contende la vittoria del campionato al Campobasso fino all’ultima giornata, giungendo seconda ad un punto di distanza. Questo le consente di partecipare allo spareggio promozione contro alla vincente del girone siculo-calabrese: l’Alcamo. Dopo lo 0-0 al “Littorio”, la Battipagliese ne prende 3 in Sicilia e torna a casa, come ci racconta prof. Telese, dopo “una biccherata collettiva a base di marsala”.

I tempi sono ormai maturi: i Baratta, il salto in Prima Divisione e la Serie C degli anni ’40, ma questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta. Che la Dea Eupalla di breriana memoria mi perdoni: mi sono dilungato mentre volevo narrarvi solamente la nascita della nostra amata Battipagliese.

La storia del calcio, purtroppo o per fortuna, è in fin dei conti la storia della nostra comunità.

Bibliografia:

1)      Annuario italiano giuoco del calcio, 1931, vol. III, Pubblicazione ufficiale FIGC

2)      Storia del Napoli, Athos Zontini

3)      Biblioteca Digitale del Coni per la consultazione de “Il Littorale”

4)      Storia critica del calcio italiano, Gianni Brera

5)      Enciclopedia Treccani, Storia del Calcio

6)      Il calcio dei ginnasti e i primi regolamenti, Marco Impiglia

7)      Battipaglia: nel Duemila a settant’anni, Clodomiro Tarsia

8)      1985-2000 Battipaglia città dello sport, Paolo De Vita

9)      Zebrette in C: storia della Battipagliese Volume I, 1988, Vito Telese

10)   Zebrette per sempre, 2002, Vito Telese