Articolo estratto da “La Città” 03/06/2019

Tredici anni. Tanto è passato prima che i quattrini delle multe per le contravvenzioni al Codice della strada venissero tirati fuori dalla naftalina per pagare le pensioni dei vigili urbani, come previsto dalla legge. A trovare la soluzione è stato il comandante dei vigili urbani, Gerardo Iuliano, approvando i conteggi individuali delle somme da destinare a previdenza complementare per gli agenti della polizia locale.

Il gruzzolo vale quasi mezzo milione di euro: 453.784. Le annate vanno dal 2006 al 2018: un mare di soldi ricavati dalle multe che i caschi bianchi hanno elevato ai danni di chi ha infranto il Codice della strada. L’articolo 208 prevede che una parte di quel gruzzolo venga destinata alla previdenza integrativa, la pensione complementare dei vigili. Di anno in anno, la giunta comunale approva le cifre, in base alle entrate delle contravvenzioni: sul fondo previdenziale, finiscono 35mila euro dal 2006, 42mila del 2007, 40mila del 2008, 35mila del 2009 e 40mila ne 2010.

Dal 2011 al 2015, il periodo nero, durante il quale i caschi bianchi hanno rilevato il minor numero di contravvenzioni: sono finiti sul Fondo pensioni poco meno di 17mila euro nel 2011, appena 8.400 nell’annus horribilis, il 2012, 18mila nel 2013, 31mila nel 2014 e 7mila nel 2015. Dal 2016 in poi le cose sono migliorate: 54mila euro, poi 52mila nel 2017 ed altri 52mila per lo scorso anno. Iuliano ha approvato la ripartizione dei fondi vigile per vigile. Il punto, però, è che negli anni precedenti il Comando di polizia municipale non aveva mai aderito contrattualmente al Fondo Pensione complementare “Perseo Sirio”, previsto dal contratto di lavoro. E così i caschi bianchi avranno i propri quattrini.