Santa Maria dei Miasmi liberaci tu

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Affacciarsi dal balcone la mattina e bestemmiare è un tutt’uno, a Battipaglia. C’è del diabolico, in questo. Occorrerebbero esorcismi di massa, qui. Per i cittadini costretti ogni giorno a subire i miasmi, ma anche per tutta la catena di decisori che, anello dopo anello, hanno imprigionato Battipaglia a un simile destino. C’è del diabolico, qui. L’arroganza ne è le corna, l’inettitudine la coda.

Fallita ogni via istituzionale, fallita la protesta di piazza, fallito persino il voodoo quotidiano di maledizioni all’indirizzo dei responsabili – tutti ancora vivi, in salute, malerba che non muore mai – chissà che non occorra un Rosario di popolo per liberarci dalla puzza. Chissà che – non dico il Papa – ma il parroco non debba consacrare Battipaglia al cuore immacolato di Maria, come altri tempi vollero per la Russia. Chissà che Maria, l’umile che vince il superbo, non riesca. La teologia ci dice che contro di lei nulla possono le fiamme del Principe di questo mondo, figurarsi i lanciafiamme del Barone della Campania. Le innalzeremmo un santuario, già la vedo: Santa Maria dei Miasmi. Inventeremmo per lei ex voto nuovi.

Da tutt’Italia verrebbero in pellegrinaggio quanti vivono la stessa afflizione, per chiederle liberazione, che è poi decenza di vita. Occorre ormai l’invocazione alla Madonna, per quello. Scomparsi dal mondo del lavoro i pastorelli, precari dei call center giureranno di vederla sul tetto dello Stir, mentre invita alla preghiera e alla differenziata. Faremmo processioni di ringraziamento. Una statua a cura del maestro Carucci. Santini per le auto che reciterebbero “vai piano e non buttare carte dal finestrino”.

Del resto Battipaglia è in qualche modo una Medjugorje al contrario: lì da decenni compare la Grazia, qui da decenni scompare la Politica. Occorrerebbero studi seri per capire come è possibile un simile fenomeno in città. Studi scientifici che incrocino i dati delle correnti d’aria e della natalità, l’inquinamento delle falde acquifere e l’indice d’istruzione. Venga l’ISTAT, qui. L’Istituto Superiore di Sanità. Vengano pure gli studiosi dell’università della vita, che magari mettano in relazione le coordinate geografiche di Battipaglia con quelle delle piramidi, la costellazione di Orione e l’alveo del Tusciano, il percorso del Santo Graal e la topografia cittadina – che forse il Santo Graal diretto a Valencia è passato di qua, sarà caduto e avrà preso una botta, e da lì una maledizione eterna, come il fico di Cristo. Venga Giacobbo. Venga Adam Kadmon. Se occorre vengano addirittura i Ghostbusters. Ma noi dobbiamo capire.

Sto delirando, mi rendo conto. Forse persino bestemmiando, a immaginare scenari che scomodino il Sacro per un problema che più profano non si può: immondizia, leggi, amministratori. Non siamo di fronte all’imperscrutabile, non abbiamo a che fare con i significati ultimi dell’esistenza. Si tratta di vincere la puzza, non la morte. Immondizia, emissioni, aria. Qualche chilometro di territorio. Infinita vergogna.