Terminata la XXX Universiade Napoli 2019, senza nessuna pretesa di completezza, mi sono addentrato in una analisi della manifestazione, cercando di capire, dati alla mano, cosa abbia funzionato e cosa non abbia funzionato: dalla ristrutturazione degli impianti campani, alla quasi totale assenza dell’evento sui giornali e per TV.

COSA HA FUNZIONATO

L’ORGANIZZAZIONE, NONOSTANTE LE CONDIZIONI AL CONTORNO

Riavvolgiamo un attimo il nastro. Quando il neoeletto Governatore Rodrigo Rollemberg rinunciò alla organizzazione della XXX Universiade a Brasilia, eravamo nel Novembre del 2014, ed era passato solamente un anno dall’assegnazione. Rollemberg non voleva in alcun modo accollarsi le abnormi spese previste, le quali ammontavano, stando ai preventivi, a circa 700 milioni di euro. La FISU rimise in moto la macchina per le candidature e ad inizio 2016 l’unica disponibilità ricevuta fu quella della Campania, che dunque si vide assegnare i giochi universitari dopo opportuna ispezione: due anni in meno a disposizione per organizzare il tutto rispetto agli standard delle precedenti edizioni. Fu in breve tempo costituita l’Agenzia Regionale Universiadi, con specifica legge regionale, ma non furono sufficienti altri due anni per iniziare i vari progetti.

Furono dunque imposti ben due commissari straordinari (Luisa Latella prima e Basile poi, Basile in seguito premiato dal Presidente della FIFA Infantino proprio per Napoli 2019), i quali dovevano porre rimedio a quanto non era stato ancora fatto, ovvero ottimizzare i tempi sempre più ristretti per la realizzazione delle strutture (in particolare quelle di accoglienza per gli atleti, visto che il progetto prevedeva di utilizzare campi da giuoco già esistenti, seppure la ristrutturare). Non entriamo nello specifico delle questioni politiche e burocratiche (cito, tra i molti oggetti di diatriba tra Regione Campania e Comune di Napoli: la questione Villaggio Atleti, lo Stadio San Paolo e lo Stadio Collana), altrimenti serve un libro e non un articolo.

Nel 2018 si diffuse tra i massmedia addirittura la notizia di una rinuncia alla organizzazione. Mancavano, oltre al tempo a disposizione, anche i fondi necessari. Ecco perché oggi tutti parlano di mezzo miracolo, perché de facto tutti i lavori sono durati pochi mesi. Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è stato esplicito: “Le Universiadi più che un successo sono state un miracolo che abbiamo realizzato”. 

LE STRUTTURE E GLI IMPIANTI SPORTIVI

L’idea di base, dunque, era di utilizzare strutture già esistenti, in modo da riqualificarle, ergo spendere il danaro pubblico in un investimento a lungo termine per lasciare ai cittadini impianti sportivi nuovi e moderni post Universiade. Sì, ma i soldi? Le risorse finanziarie sono state prese dal Fondo per lo Sviluppo e Coesione e del Piano Operativo Complementare 2014-2020 della Regione (Patto per lo Sviluppo della Regione Campania), quindi soldi destinati dal Governo centrale alla Campania: 271 milioni di euro, dei quali 127 per la ristrutturazione di palazzetti e campi sportivi già esistenti, e 129 per beni e servizi. Il flusso di danaro è stato controllato dalla Autorità Nazionale Anticorruzione del Presidente Raffaele Cantone.

L’Anac, con la sua Unità Operativa Speciale (esperti della Guardia di Finanza), ha badato a verificare la legittimità degli atti e degli appalti. Il presidente della FISU Oleg Matytsin ha dichiarato: “Non è stato facile organizzare queste Universiadi, ma alla fine sono state un successo grazie allo spirito e all’energia dei napoletani. I Giochi hanno dato nuovo impulso alla regione. Gli impianti sono ristrutturati e realmente moderni e pronti per ospitare altri eventi in futuro. Questa è una delle eredità che lasciamo. Abbiamo avuto dei problemi ma abbiamo trovato sempre delle soluzioni. Napoli ci ha dato una grande lezione“. Il Presidente del Consiglio Conte si è detto “orgoglioso e fiero” di quanto realizzato in Campania, così come il Presidente del CONI Malagò. 

Il principale risultato ottenuto, dunque, è stato, senza alcun dubbio, la ristrutturazione di 70 impianti sportivi disseminati in 21 comuni di 5 province, strutture adesso a disposizione della cittadinanza campana, non solo per eventi professionistici (pensate al rinnovato Stadio San Paolo) ma anche e soprattutto per le attività giovanili e amatoriali. De Luca ha speso buona parte del suo discorso consuntivo proprio parlando delle strutture e della loro futura gestione: ”Gli impianti ci sono e possiamo fare un salto di qualità nella vita sportiva e civile delle nostre periferie e territori. Sarebbe assurdo che dopo un investimento di 270 milioni di euro da parte della Regione dovessimo vedere decadere questi impianti. Penso alla piscina Scandone, a quella della Mostra d’Oltremare, al Palavesuvio. Sono impianti che se non vengono usati e manutenuti rischiano di saltare di nuovo”. 

TURISMO E SERVIZI

Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha posto l’accento sul ritorno in termini di turismo: ”[…] siamo al top per attrattività culturale e turistica, ai vertici per energia umana e qualità della vita: in questi giorni tutti gli ospiti hanno espresso il desiderio di ritornare a Napoli perché hanno vissuto benissimo”. In effetti lo stesso responsabile delle delegazioni, Francis Ciranni, ha dichiarato come atleti russi, canadesi, giapponesi, cinesi, statunitensi, ma anche tedeschi, ungheresi, sloveni e taiwanesi, abbiano deciso di prolungare la permanenza a Napoli o in altre zone dello stivale. 

La Confcommercio e la Confesercenti Campania hanno ritenuto il bilancio positivo, con più di 40.000 turisti in città. Nei negozi del centro cittadino gli incassi hanno superato il +200% rispetto alla media stagionale, +20% di vendita dei prodotti in saldo, +10% per gli alberghi. La Sezione Turismo dell’Unione Industriali ha dichiarato un +10% rispetto allo stesso periodo del 2018. Federalberghi Napoli ha sottolineato come il 90% di camere disponibili sia stato occupato durante il periodo della manifestazione, +5% rispetto all’anno precedente.

Le speranze sono poi riposte sul buon ritorno d’immagine per l’intera città, in modo che ciò possa funzionare da volano per future prenotazioni. Impressionanti i numeri dei servizi forniti agli atleti: 3000 Kg di frutta, 600.000 litri di acqua, 5000 Kg di ghiaccio, 1000 Kg di bevande contro la disidratazione e 180.000 pasti caldi per i quasi 8000 atleti presenti, 450 dei quali finiti nelle mani dei medici per infortuni vari, con 40 radiografie effettuate (più un atleta algerino in codice rosso al Cardarelli per un collasso).

Sono stati utilizzati 200 autobus e 900 automobili. 110.000 profilattici distribuiti agli atleti, direttamente nelle varie sedi. I biglietti venduti sono stati più di 300.000. Tutto esaurito (o quasi) per le gare di Nuoto e Tuffi a Napoli, di Scherma a Fisciano, di Pallanuoto a Caserta e Napoli e per le finali di Pallavolo ad Eboli ma anche per i quarti giocati a Nocera, così per la cerimonia di apertura e quella di chiusura al San Paolo (35.000 presenze).

A parte nelle gare preliminari, piazzate in giorni feriali e ad orari improbi, la risposta del pubblico è stata notevole. Per darvi una idea dell’ottimo risultato in termini di spettatori, nell’edizione invernale della Universiade Trentino 2013, vantata (giustamente e oggettivamente) come un successo enorme, vi furono in totale 33.700 spettatori spalmati su 11 discipline (contro le 18 dell’edizione estiva, sia ben chiaro, ma pur sempre un decimo degli oltre 300.000 di Napoli 2019). Il coordinatore della Universiade Sotiriadis ritiene invece fondamentali “le capacità acquisite dai giovani dello staff e dai volontari”. Inoltre “l’immagine della città è cambiata” ha detto l’ex pallanuotista greco. 

RISULTATI SPORTIVI: ITALIA DA RECORD

Dal punto di vista prettamente sportivo, è stata una edizione da record per l’Italia. Non avevamo mai vinto così tanti ori (15), a parte nell’edizione del 1959 di Torino (18, ma era la prima edizione dell’Universiade, una sorta di esperimento di Nebiolo) e mai così tante medaglie (44, pari merito con l’edizione del 2013). Per noi sesto posto nel medagliere dominato dal Giappone con 82 medaglie, delle quali 33 d’oro. Poi Russia, Cina, USA e Corea del Sud. Solamente queste 6 nazioni hanno vinto più di 10 ori e più di 40 medaglie. In particolare l’Italia ne ha conquistate, come detto, 44: 15 ori, 13 argenti e 16 bronzi. Giusto per fare un confronto: la Francia ha vinto 23 medaglie, 3 d’oro; la Gran Bretagna 10, 3 d’oro; la Germania 18, 1 solamente d’oro. 

Nell’Atletica Leggera abbiamo vinto ben 4 ori: Luminosa Bogliolo nei 100 ostacoli, Ayomide Folorunso nei 400 ostacoli, Roberta Bruni nel salto con l’asta e Daisy Osakue nel lancio del disco. Nei Tuffi, una delle discipline più seguite, bronzo per Gabriele Auber nel trampolino da 1 metro, bronzo per la coppia Cosoli Porco nel sincronizzato da 3 metri. Nel Calcio ottimo bronzo, dopo una finale 3°/4° posto da infarto contro la Russia: da 2-0 a 2-2 al 92°, finalina poi vinta ai rigori. L’Italia di Arrigoni aveva rimontato un doppio svantaggio in semifinale col Giappone, per poi perdere ai tiri dal dischetto, Giappone che ha poi strapazzato il Brasile in finale.

Dominio totale nelle gare di Scherma. Oro nel Fioretto a squadre femminile, oro nella Sciabola a squadre femminile, argento nella Spada a squadre femminile, Cipressa oro nel fioretto femminile, Mancini bronzo nel Fioretto femminile, Lucarini e Battiston argento e bronzo nella Sciabola femminile, bronzo nella Spada maschile a squadre, oro nel Fioretto maschile a squadre, Rosatelli oro nel fioretto maschile, con Bianchi argento ed infine Neri bronzo nella Sciabola maschile. La squadra di Ginnastica Artistica ha conquistato il bronzo, con Mori argento alla trave e Ferlito oro al corpo libero.

Nella Ritmica argento per Alessia Russo. Sport di tiro: Chiara Di Marziantonio oro nello skeet e Fiammetta Rossi argento nel trap; due bronzi nella pistola 10 metri: Dario Di Martino e Maria Varricchio; oro nel trap misto per D’Ambrosio e Rossi. Nel Nuoto, oro per Silvia Scalia nei 50 dorso e bronzo nei 100. La Cusinato ha vinto il bronzo nei 400 misti, mentre la Caponi è stata argento nei 400 stile libero. Bronzo per la staffetta femminile 4×100 stile libero e argento in quella 4×200. Per gli uomini: Di Cola bronzo nei 200 stile libero, Ciampi argento nei 400; bronzo per la 4×100 stile libero, argento per la 4×200. Occhipinti argento nei 1500 stile libero.

Nel Taekwondo bronzo per Antonio Flecca. La squadra femminile di Pallavolo ha vinto la medaglia di argento, cedendo solamente in finale alla forte Russia. I ragazzi della maschile hanno invece vinto una leggendaria partita in rimonta con la Polonia, conquistando un oro che mancava da 49 anni! Argento anche per la femminile della Pallanuoto, sconfitta in finale dalla Ungheria per 8 a 7, mentre la squadra maschile ha conquistato l’oro con una goleada agli Stati Uniti (18-7). 

COSA NON HA FUNZIONATO

PROMOZIONE DELL’EVENTO

Ho personalmente monitorato le informazioni e la loro disponibilità prima che vi fosse la inaugurazione della manifestazione. La campagna di marketing non ha avuto sufficiente penetrazione, tanto che la maggior parte dei cittadini ignorava il dove, il cosa e il quando. Ho condotto un piccolo sondaggio prima dell’inizio delle Universiadi, il quale, ovviamente, non ha alcun valore statistico ma serve esclusivamente a rendere l’idea: su un campione di 50 soggetti di età compresa tra i 25 e i 65 anni, tutti praticanti attivi o quantomeno appassionati in ambito sportivo in provincia di Salerno, nessuno era a conoscenza di informazioni precise su quando e dove avessero luogo le gare, anzi la maggior parte ignorava completamente anche l’esistenza dell’evento, seppure interessata al medesimo una volta spiegato.

Le informazioni sul calendario preciso sono state rese disponibili con notevole ritardo. Nei giorni precedenti l’inizio delle gare, era possibile accedere ai calendari esclusivamente attraverso gli Handbook delle singole discipline in formato pdf. Un peccato, visto che durante lo svolgersi della manifestazione, invece, il sito è stato aggiornato e reso di facile e comoda fruizione, e da esperto del settore ritengo sia stato realizzato in maniera alquanto eccellente. Tardi. 

AFFLUENZA NELLE GARE PRELIMINARI

Una manifestazione di tipo olimpico ha il congenito difetto di dipanarsi in pochi giorni, ergo con gare ad orari scomodi e in date feriali, e questo è di certo il motivo principale dei numeri non soddisfacenti nelle primissime giornate, ma nulla mi toglie dalla testa che con una maggiore e migliore comunicazione, i dati di affluenza, i quali poi, come detto, sono infinitamente migliorati, potessero essere buoni sin da subito. I volontari del PalaSele mi hanno confessato di aver visto solamente due abbonamenti: il mio e quella della mia dolce metà.

Prima di Italia-Giappone gli addetti ci hanno invitato a spostarci a favore di telecamera, per celare i posti vuoti, riunendo tutti in un unico settore. Il nostro direttore Paolo Vacca ha contato non più di 40 spettatori nel pomeriggio del primo Sabato di gare. Durante Italia-Messico, gara inaugurale del torneo di Calcio, un simpatico e attempato signore mi ha chiesto quale mio parente io fossi venuto a vedere, dato che, del centinaio di presenti nei Distinti dell’Arechi, la maggior parte era costituita dai familiari dei giocatori.

In realtà il Calcio è un capitolo a parte: la stessa FISU ha compreso quanto sia poco seguito e ha deciso di eliminare il torneo dall’Universiade. Sarebbero dunque servite una campagna pubblicitaria e una distribuzione delle informazioni decisamente migliori e soprattutto esse dovevano partire molto tempo prima, visto anche l’inesistente contributo della stampa. 

UNIVERSIADE FANTASMA

I mass media hanno quasi completamente ignorato la manifestazione, nonostante le decine di migliaia di rappresentanti provenienti da 128 paesi, nonostante l’impiego di enormi risorse da parte della Regione Campania e dello Stato Italiano, e nonostante la presenza di personalità di caratura internazionale sia tra gli atleti che tra gli ospiti. Vediamo cosa significa l’espressione “quasi completamente”. 

LA CARTA STAMPATA

Mi sono preso la briga di analizzare le prime pagine di numerosi quotidiani a tiratura nazionale nel periodo 3-15 Luglio. Ho escluso “Il Mattino”, giornale che giocava in casa e ha seguito in maniera attenta Napoli 2019. L’indagine ha portato a una semplice conclusione: la stampa nazionale ha sostanzialmente ignorato l’evento. Testate come “la Repubblica” hanno dedicato sezioni specifiche nei siti internet, dossier all’interno della versione cartacea oppure articoli nelle pagine dedicate allo sport, ma il risalto alla manifestazione doveva essere dato in  prima pagina, spesso l’unico stralcio dei quotidiani che viene letto dai cittadini o sul quale si attesta l’attenzione dell’opinione pubblica. Ecco perché ho deciso di scandagliare le prime pagine: esse sono il termometro dell’importanza data ad un evento.

Il giorno della cerimonia di apertura, la “Gazzetta dello Sport” dedica un piccolo riferimento in prima pagina “Insigne da il via all’Universiade”, per poi dedicare gli altri titoli al calciomercato. Molto meglio il giorno dopo, dove in prima pagina viene completamente ignorato l’evento a favore del “Giallo di Ibiza”: la Juventus e Wanda Nara si sono incontrati? Con, ovviamente, foto in costume da bagno della signora Icardi. Per coerenza, la Gazzetta cancellerà completamente la manifestazione nei titoli dal 4 al 15 Luglio, dividendoli tra Lukaku all’Inter e Icardi al Napoli, con un po’ di spazio per la fidanzata di De Ligt in bikini, che non fa mai male.

Il 3 Luglio il “Corriere dello Sport” spreca addirittura uno spazio, piccolo ma stoico, in prima: ”Napoli, che giochi!”. Citazione della cerimonia il 4 Luglio, in basso, in modo da lasciare spazio a Ronaldo. Il 5 Luglio: ”Universiadi, quanta Italia!”. Fine. Altre notizie più importanti cacciano Napoli 2019 dalle prime pagine: per esempio il 10 Luglio si parla di “Fernanda: attrazione arbitrale”, articolo su di una avvenente arbitro brasiliano. 

“Tuttosport” il 4 Luglio rimanda ad un articolo a pagina 28 sull’inizio della Universiade: ”Lo show è qui”. Amen, nessun altro riferimento in prima pagina nei successivi giorni. Beh, d’altra parte Pezzella (forse) passa al Milan, bisognava informare i lettori!

Il “Corriere della Sera” non aveva spazio dal 3 al 15 Luglio, ma c’è da comprendere perfettamente la linea editoriale: il matrimonio di Tiziano Ferro e il fondamentale articolo “Svestirsi (o no) a Montecitorio” erano imprescindibili. Universiadi completamente ignorate.

“La Repubblica” ha preferito i concerti di Jovanotti (il quale, però, imponeva al suo pubblico di pulire la spiaggia, per Bacco!). L’8 Luglio, in basso a destra, piccolo titolo che rimanda a un articolo a pagina 35: ”Le piccole Olimpiadi di Napoli”. Poi nulla più.

“Il Fatto Quotidiano” ha preferito argomenti fondamentali, come quello del 10 Luglio: ”Ideona a Venezia: nascondino vietato ai ragazzi oltre i 12 anni”, oppure una imperdibile intervista all’ex allenatore Silvio Baldini, pubblicata Domenica 14: Universiadi del tutto dimenticate, così come da “Il Giornale” e “La Stampa”

LA RAI

Il capolavoro lo ha fatto la Rai. Inesistenza di un palinsesto chiaro, ergo impossibilità di sapere quale gara venisse trasmessa nelle pur limitate finestre. Solamente 60 ore di copertura in 12 giorni, nonostante 3 reti generali e 2 reti dedicate allo sport. Leggendaria la mancata diretta della cerimonia di chiusura: capisco fosse fondamentale trasmettere le repliche di due episodi di NCIS su Rai2, ma la differita dell’incontro di calcio Italia-Portogallo Under19 su RaiSport era così fondamentale? Comunque adesso sappiamo come il direttore Vance costringe Gibbs a lavorare con l’ex agente Fornell. Molto bene.Tutto ciò è stato talmente incredibile da meritare una citazione in Commissione di Vigilanza RAI da parte della senatrice Sabrina Ricciardi, la quale ha messo in evidenza anche come non avesse alcun senso prevedere solamente 60 ore di trasmissioni quando per le Universiadi invernali Trentino 2013 ne furono programmate 75, con la metà di partecipanti, 7 discipline in meno e ben il 50% di praticanti in meno interessati. 

C’è da dire che il direttore Bulbarelli si era vantato dello spiegamento di forze: ogni sera, dalle 20:45 la diretta della sessione serale e a seguire le sintesi delle gare. Un servizio limitatissimo ed erogato in maniera che oso definire mediocre. Vi faccio un esempio: ho avuto modo di vedere la sintesi della partita di pallanuoto Italia-Ungheria, andata in onda su RaiSport intorno  alle 23 del 6 Luglio: una singola telecamera, con ripresa fissa e quindi zoom senza stacco, roba parificabile ad una ripresa amatoriale.

La sera della storica vittoria dell’oro nella Pallavolo maschile ero al PalaSele, palazzetto strapieno e festante: una cartolina splendida per l’intera Universiade. Ebbene, la regia internazionale della FISU ha staccato sulla premiazione del torneo maschile di calcio, vista la clamorosa vittoria del Giappone sul Brasile e il seguito che la manifestazione ha tra i nipponici. La Rai non ha di conseguenza trasmesso la premiazione della Pallavolo, nonostante l’oro italiano. Però, amici miei, state sereni: dalle ore 23:30 il pubblico di RaiSport ha potuto godere della immortale e gioconda rubrica: ”L’Uomo e il Mare”, ovviamente in replica. Servizio pubblico. 

MORALE DELLA FAVOLA 

L’Universiade è manifestazione di chiara e nota rilevanza mondiale: per numero di partecipanti seconda solamente alle Olimpiadi estive. La sua organizzazione ha permesso una notevole pubblicità per la nostra regione, e soprattutto ha dato modo alla Regione Campania di mettere a posto svariate strutture sportive ormai decadenti, con appalti controllati in maniera diretta dalla Autorità Anticorruzione di Cantone. Tutto ciò in tempi ridottissimi, sia in partenza sia a causa di una miriade di problemi, soprattutto burocratici e politici.

Migliaia di persone hanno potuto assistere a gare di livello assoluto sotto casa: una opportunità rara in Campania. La manifestazione ha avuto un successo enorme, come le reazioni di spettatori, atleti, stampa internazionale e addetti ai lavori dimostrano. Nonostante l’importanza dell’evento e la qualità organizzativa, al netto di errori e possibili migliorie (penso a una maggiore promozione, sia delle gare che dei luoghi), la stampa nazionale ha praticamente ignorato l’Universiade 2019. Il perché non lo so. Chiedetelo a loro. 

Ecco qualche riferimento ufficiale per saperne di più: