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In questo Luglio infuocato, anche a pochi passi da noi, con la pallavolo ad Eboli o la scherma a Baronissi, si stanno svolgendo le Universiadi, l’evento sportivo più importante dopo le Olimpiadi, e vi assicuro che non è un’iperbole definirle tali. Più di 4000 atleti provenienti da tutto il mondo, si stanno confrontando nella nostra regione in 18 discipline differenti.

Per me, da sempre, grandissimo sportivo da divano, avere la possibilità di poter assistere dal vivo alle gare, rappresenta una goduria senza paragone. Le tante bandiere, i colori, le espressioni dei tifosi e degli addetti ai lavori di tante nazioni, dai giapponesi chiassosi ed educatissimi, ai russi algidi, passando per gli statunitensi stars&stripes, fino ad arrivare a nazioni che difficilmente incrocerò mai sulla mia strada come China Taipei o Sri Lanka.

Il mondo qui da noi, accolto in maniera esemplare. Ed all’interno di questo barnum caleidoscopico e coloratissimo, merita un posto d’onore l’avventura del nostro Roberto Orlando, giavellottista ventitreenne iscritto alla facoltà di Scienze motorie. Tanti sacrifici per essere nei 23 che nella mattinata di martedì si sono giocati l’accesso alla finalissima.
In compagnia dello zio Giorgio e con una macchina completata da bambini festanti arriviamo al San Paolo, teatro delle gare di Atletica.

roberto orlandoIl portacolori dell’Italia tutta, e anche della nostra Battipaglia, se la deve vedere con avversari di alto lignaggio, con ranking e record personali importanti. Nella prima sessione Roberto, seguito come un’ombra sugli spalti dal suo tecnico di sempre Elio Cannalonga, si piazza quinto su dodici con un terzo lancio da 72.14 dietro a Lituania, Cile, Ungheria e Egitto.

LO SCONFORTO INIZIALE

Ma non è finita, perché rimane un’altra sessione con altri 11 atleti, ed alla finale si qualificano solo in 12. Ecco che quindi con il papà Ezio, cominciamo a spulciare le possibilità di passaggio del suo ragazzo, che insieme a mamma Lina, hanno tirato su a pane e sacrifici. Cominciano i lanci e i rappresentanti di Cina e Giappone si mettono subito davanti al nostro che comincia a fremere.

La prima sessione di lanci ci getta nello sconforto, perché in rapida successione anche Uzbekistan, Sud Africa e Finlandia passano in finale scavalcando la misura di Roberto.
Siamo decimi, siamo sì perché oltre al fratello Carmine e alla sorella Chiara, siamo un gruppo coeso che spera nel risultato che darebbe lustro alla carriera di qualsiasi atleta.
Nel frattempo il moldavo, uno dei favoriti fa due nulli ma non ci facciamo illusioni, l’atleta dell’Est Europa ha le stimmate del campione e al terzo lancio sappiamo che non fallirà e così avviene difatti.

IL SOGNO MEDAGLIA PER ROBERTO ORLANDO

Restano nella contesa un estone, uno slovacco, un indiano ma soprattutto il cipriota che sebbene non in forma smagliante è uno dei favoriti. Siamo al terzo lancio per tutti loro, vita o morte sportiva nelle mani degli avversari. Il primo è l’estone che stranamente, vista la tradizione nei lanci della piccola nazione, non passa i 70. Meno uno, ma non era lui che ci faceva paura, tocca all’atleta dell’India che nei primi due lanci ha sfiorato la misura di Roberto. Il lancio sembra buono, ma dal tabellone elettronico non esce nulla, trepidiamo, speriamo e un urlo liberatorio accoglie la misura di 69.66 che estromette l’asiatico dai giochi.

Ci siamo, manca poco alla meta, ne restano due, ma a Roberto, a noi, basta che solo che uno dei due faccia meno del suo 72.14. In pedana va lo slovacco, lancia e come prima si ripete l’agonia dell’attesa. Il tabellone sputa le cifre che attendevamo, Roberto è in finale, tra gli occhi lucidi del papà e la gioia del suo mentore.

Roberto Orlando, venuto da Battipaglia, che cerca di scalare le vette del mondo, mai così vicino a casa sua. Roberto che giovedì sera alle 18.50 sarà nell’olimpo dell’Atletica Universitaria e nella storia del Giavellotto Italiano.