Oggi, nell’aula magna del liceo Enrico Medi di Battipaglia si terrà un incontro con gli studenti. Verrà proiettato anche il documentario “Senza Rossetto” e presentato “L’archivio dei ragazzi”.

A novanta anni dal 1929 Battipaglia, con il ciclo di manifestazioni “Battipaglia Novecento” rende onore a tutti coloro i quali hanno contribuito e partecipato alla costruzione della storia e dei luoghi, a partire proprio da Alfonso Menna con la consegna ai nipoti di una targa celebrativa e di ringraziamento all’interno di una manifestazione organizzata con e per le scuole cittadine.

Alle 10.30, presso l’aula magna del liceo scientifico Medi, partner del progetto, si terrà un incontro per celebrare i primi novantanni della città, nel giorno in cui Alfonso Menna iniziò la sua attività di primo commissario del Comune.

La scelta di organizzare la manifestazione indirizzandosi essenzialmente ai ragazzi rientra nell’intenzione di sensibilizzare gli studenti e aiutare loro ad acquisire consapevolezza dell’appartenenza al territorio.

BATTIPAGLIA NOVECENTO

“Battipaglia Novecento” contestualizza il ricorrente ciclo di celebrazioni “Avalanche”, giunto ormai al terzo anno di vita, rispetto ai novantanni della città e ai cinquanta anni dai fatti dell’aprile 1969. Uno spaccato della vita della città durante il secolo scorso.

La giornata sarà arricchita  dalla proiezione del documentario “Senza Rossetto” un progetto di Silvana Profeta ed Emanuela Mazzina che da qualche anno intervistano signore ultranovantenni (coetanee della città di Battipaglia) sull’acquisizione del diritto al voto nel 1946 e la conseguente transizione alla vita repubblicana. Uno spaccato dell’immaginario femminile a cavallo tra la guerra e l’affermazione della democrazia. L’archivio “Senza Rossetto è stato arricchito dalle interviste a Rosa e Gerardina Di Cunzolo di Battipaglia.

Senza Rossetto

“Senza rossetto” è un lavoro di raccolta di testimonianze di donne che andarono a votare per la prima volta (senza rossetto sulle labbra, per non sporcare la scheda che doveva essere umettata e incollata, pena l’invalidazione) per le elezioni amministrative del marzo-aprile 1946 e successivamente, il 2 giugno 1946, per l’elezione di un’Assemblea costituente e la scelta della forma istituzionale dello Stato, se Repubblica o Monarchia. Il progetto vuole raccontare l’importanza simbolica e politica che il voto, vissuto come concessione o conquista o naturale conseguenza dei tempi, come diritto o dovere, ebbe sulla percezione di sé ed è costruito attraverso le storie personali ed intime di Elena, Marisa, delle gemelle Silvia e Monalda, di Luigina, di Angela e di altre ancora, volto a riattivare i ricordi sul passato e sul clima di un’epoca – la dittatura, la guerra, l’antifascismo, la libertà raggiunta – e ad innescare riflessioni sul presente e sul futuro che ancora le attende.