Stato di pulizia

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Scritta contro Salvini al liceo scientifico E. Medi, e Battipaglia di botto si riscopre dotata d’un senso estetico e del decoro che manco le dame di compagnia dell’Inghilterra vittoriana. Che quasi quasi quella scritta “studia la storia per non votare Salvini da grande” consuma pure troppa vernice: bastava scrivere “studia” e null’altro, perché gli indignati per “l’atto di vandalismo” sono gli stessi che ogni giorno soprassiedono a chilometri quadri di deficienza vaporizzata su muri e saracinesche, e allora qualche materiuccia tipo senso civico e convivenza sostenibile se la saranno di sicuro trascinata, agli esami di riparazione a settembre.

No, per capirci: da decenni si consente che a via Mazzini campeggino scritte inneggianti ad Auschwitz, che le mura degli stadi siano atlanti di urologia stilizzata, che gruppuscoli di disagiati imbrattino i lampioni con adesivi invocanti l’apartheid, che ogni metro di cemento non presidiato sia testimonianza dell’evoluzione delle storie d’amore tra Biscottina e Panzerotto, Amo’ e Pata’, Ciciolo e Purpetta, ma poi ci si indigna fino a “sollecitare indagini di polizia” per una frase contro un leader politico che, evidentemente, da queste parti gode di simpatie insperate e altolocate. Travestendo il tutto – grazie al solito anapallismo che ci contraddistingue fin dal Paleolitico – da questione di principio, da apologia del rispetto, da necessità punitive per scopi educativi.

Per cui, finale (o quasi): senza nemmeno il tempo di prendere una mazzetta da imbianchino e provare ad azzeccarne il colore, la scritta incriminata viene prontamente ricoperta. Giallo su rosa, che esteticamente è assai peggio. Quindi il rispetto per la cosa pubblica se ne va a benedire, oppure chi lo mette in pratica se lo raffigura come una sfiziosa confezione di confetti da battesimo. Il messaggio “copriamo per pulizia, non vi mettete a pensar male” passa e non passa, lascia comunque in corpo una venatura di guasto difficile da digerire. Come dire che per giustificare ex post il deretano che rode ci si è seduti in massa sulle ortiche: con buona pace di quello là, al Viminale, a cui perlomeno si sarebbe dovuto mostrare d’essere massicci e patrioti con du’ cosi così, capaci d’urlare in faccia al mondo il proprio amore smisurato e incondizionato, senza nascondersi dietro il dito del rassetto urbano.

Frattanto, per non farci mancare niente (avendo tempo più che a sufficienza, giacché è noto che noi battipagliesi si campa un po’ tutti di rendita) dice che si cominceranno a visionare i filmati della  videosorveglianza di edifici posti nei dintorni, così da individuare il pericoloso terrorista (non oso immaginare se fosse anche un immigrato) e seviziarlo con cucchiaiate di olio di ric… cioè no, pardon: scuoiarlo con scudisciat… uff, ecco qua: sanzionarlo nella giusta misura attraverso congruo e appropriato iter giudiziario.

Poi, vabbè: dice che nel frattempo la banda gialla di copertura della scritta sia stata nuovamente violata, e che sopra, da qualche ora, ci campeggi un’altra scritta: ‘Dux’. O ci sia campeggiata, ipotizzando una certa rapidità di cancellazione dovuta alla mezza secchiata di vernice che sarà sicuramente avanzata.

In ogni caso questa è un’altra storia, per quanto rappresenti comunque una questione annosa con cui da anni combatte l’intera comunità battipagliese: la qualità, sempre più scadente, della roba che i pusher mettono in giro.