“De Luca e Bonavitacola pesano i popoli, non li contano”

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Come non sorprendono più i roghi di rifiuti a Battipaglia – men che meno l’ennesimo impianto, foglia d’autunno che va a popolare il selciato ricoperto – così non sorprendono più le dichiarazioni sprezzanti di De Luca e Bonavitacola a puntuale commento. Mai che le legittime considerazioni dei massimi vertici della Regione Campania fossero introdotte da un sospiro di solidarietà, da un alito di vicinanza umana, da un sopracciglio di preoccupazione.

Solo puntualizzazioni questurine, di atti e fatti che certamente daranno loro ragione ma mai empatia, con un tono che atteggia sprezzatura, quella “briosa, gentile impenetrabilità all’altrui violenza e bassezza“ di cui De Luca facilmente si veste ma che altrettanto facilmente scuce e strappa negli impeti di rabbia verde, perché in lui la sprezzatura è priva di quella “ovvia indifferenza alla morte (politica, ndr) e profonda riverenza per più altro che sé”*, rivelandosi semplice disprezzo verso chi non capisce e se capisce non è d’accordo.

Dobbiamo apparire petulanti, in errore oltretutto, secondo la norma, il regolamento, il protocollo di questo gioco dell’oca in cui si è avvitata la moderna gestione dei rifiuti, perdendo di vista l’obiettivo che la fonda: la salubrità dell’ambiente, da sempre principio della profilassi medica. Il risultato di questo impazzimento sembra essere una metempsicosi della salute, una trasmigrazione dell’insalubrità dalla provincia di Salerno a Battipaglia, in un passaggio osmotico dove la membrana semipermeabile è il nostro territorio, destinatario da decenni di ogni tipo di rifiuti in discarica prima e in impianto poi, e siamo noi popolo, che non vede e se vede tace a una “destinazione d’uso” che va incarnendosi come “destino d’uso”.

Per giunta, quanti brancolando cercano rimedio son meritevoli del rimprovero governatoriale per non saper fare la treccia alla lana caprina, in un plot narrativo tipico della commedia dell’assurdo che ribalta il ragionevole in irragionevole, l’innocente in colpevole, con l’effetto già magistralmente inquadrato nel Siracide della Bibbia: il ricco commette ingiustizia e per di più grida forte, il povero riceve ingiustizia e per di più deve scusarsi (13,3). Il fondatore di Mediobanca Enrico Cuccia diceva che nelle società le azioni si pesano, non si contano.

Ecco, De Luca e Buonavitacola pesano i popoli, non li contano. Dobbiamo essere leggeri, nonostante i numeri. E hanno ragione. Siamo debolucci di coesione, di determinazione, di visione. Non abbiamo il corpo di un popolo e il volto di una leadership. Siamo ciò che pochi hanno voluto e che gli abbiamo permesso, così come saremo ciò che gli permetteremo: il rischio è di fare di Battipaglia il ritratto di Dorian Gray della provincia di Salerno, che non declina perché al suo posto decliniamo noi.

* citazioni da “Gli imperdonabili” di Cristina Campo